Cartelle a rate, è scontro Slitta il voto in consiglio

23 Maggio 2020

Non c’è accordo e salta la manovra da 31 milioni per tributi e multe non pagate Il sindaco: «Tutto pronto entro il 15 giugno». Forza Italia contro la maggioranza

CHIETI. Salta, almeno per ora, la maxi rateizzazione da 31 milioni di euro per recuperare tasse e multe mai pagate. Ieri, il consiglio comunale è caduto proprio sulla modifica al regolamento delle entrate e adesso monta la polemica tra i partiti dopo i giorni appena trascorsi sotto il segno dell’unità d’intenti. Forza Italia, Pd, Italia Viva e liste civiche vanno all’attacco della maggioranza di centrodestra per due pareri non favorevoli all’operazione giunti dal dirigente Franco Rispoli e dal collegio dei revisori dei conti. «Una rateizzazione non calmierata potrebbe causare un peggioramento della già precaria situazione finanziaria», dicono i revisori Angelo Palombizio, Alfonso Di Sabatino Martina e Luciana Cunicella. Ma il sindaco Umberto Di Primio annuncia che si farà la rateizzazione per le cartelle insolute di Ici, Imu, Tasi, Tarsu, Tia, Tari, acqua, pubblicità e pubbliche affissioni e Cosap: «Il via libera alla rateizzazione arriverà entro il 15 giugno», promette il sindaco. È questo l’impegno che Di Primio ha preso con i suoi, a partire dall’Udc. E il consigliere Diego Costantini lancia l’appello: «È da due anni che lavoro a questo provvedimento che deve essere condiviso da tutti perché va a favore dei cittadini con la possibilità di pagare le proprie cartelle a rate e dell’ente che così può riscuotere somme che non avrebbe mai visto. Dico no alle polemiche».
Sono 10.981 i residenti che hanno ricevuto i solleciti e non hanno saldato il conto aperto con il Comune; altri 2.215, poi, sono le imprese, le associazioni e gli enti privati in debito con l’amministrazione. La rateizzazione riguarda 13.196 posizioni. Gli oltre 10mila residenti-evasori devono 17.238.485,66 euro. Il resto è dovuto da più di 2.200 persone giuridiche per un totale di 13.601.882,07 euro.
Forza Italia, in polemica con la maggioranza, ha abbandonato l’aula (anche se il consiglio si è svolto via internet). Il capogruppo Marco D’Ingiullo spiega perché: «Prima che il consiglio iniziasse, ho chiesto di posticipare, di una decina di giorni la discussione sul bilancio previsionale, in modo da riproporre la delibera sulle rateizzazioni corretta e inserirla di nuovo prima del voto sul bilancio di previsione. Tutto questo», dice D’Ingiullo, «ci è stato respinto e logicamente abbiamo sentito il dovere di abbandonare la seduta, stufi di aspettare che il regolamento si quagliasse “alle calende greche”». Il consiglio riprenderà lunedì per il voto sul bilancio. Sulle riscossioni mancate, D’Ingiullo dice: «Troppo comodo dare le colpe alla Teateservizi quando si ha a che fare con un regolamento totalmente differente rispetto a quello che offre l’Agenzia delle Entrate, che propone rateizzazioni fino ad un massimo di 72 rate».
Il renziano Alessandro Marzoli commenta: «Dallo scorso anno chiediamo la rateizzazione delle somme dovute per venire incontro alle esigenze dei cittadini. Pescara, con il sindaco Carlo Masci, lo ha fatto nella primavera del 2019; noi no, per chiara scelta politica. Ieri si voleva rinviare ancora quando sarebbe stato meglio lavorare a un documento che avesse parere favorevole da parte di dirigenti e revisori e approvarlo insieme al bilancio. In ogni caso non ci arrendiamo e faremo di tutto, giorno per giorno, affinché il regolamento venga subito modificato per agevolare una forte istanza, oggi ancora più sentita anche a causa delle difficoltà dovute al coronavirus. Il tempo è scaduto. A questo», continua Marzoli, «si aggiunge la debolezza del triennale delle opere pubbliche, l’ultimo dei dieci anni di amministrazione Di Primio. Un programma poverissimo in una città che ha incompiute indecenti. Basti pensare che l’unica concreta eredità di questi dieci anni è una fontana colorata di dubbio gusto in piazza Valignani. In ogni caso, assoluta priorità va data nei prossimi mesi ai lavori di manutenzione nelle scuole cittadine».