Cartelle Imu arretrate: maxi conto del Comune inviato alla Provincia

19 Marzo 2023

L’accertamento da oltre 320mila euro mandato da Teateservizi Ma Menna non ci sta e passa alle vie legali: «Quest’atto è illegittimo» 

CHIETI. Braccio di ferro tra Comune e Provincia sull’accertamento Imu inviato dalla Teateservizi per presunti mancati pagamenti di immobili provinciali. Il Comune, attraverso il proprio braccio operativo della Teateservizi, chiede alla Provincia il pagamento di ben 321.266 euro; la Provincia però non ci sta, ritenendo il pagamento non dovuto.
Dopo un botta e risposta tra uffici, la Provincia decide di procedere per vie legali. E così le due amministrazioni, rette entrambe da esponenti del Partito democratico - il sindaco Diego Ferrara e il presidente e sindaco di Vasto, Francesco Menna - rischiano anche una spaccatura politica tutta interna al Pd. A segnare il gelo istituzionale tra i due enti - sinora sempre sulla stessa linea come si è visto nel caso Ops - è il decreto del presidente Menna di martedì scorso con cui autorizza «l’impugnativa dinanzi alla Corte di giustizia tributaria di Chieti dell’avviso di accertamento numero 595 emesso dalla Teateservizi» e conferisce mandato per la difesa legale dell’ente all’avvocato Massimo Tosti Guerra.
La contesa è iniziata il 29 novembre scorso con la Teateservizi che, nonostante la liquidazione, dimostra di essere in piena attività nella riscossione e manda in Provincia un avviso di accertamento asserendo il mancato versamento dell’Imu nel 2017 in relazione a diversi immobili provinciali. Il responsabile del servizio economato della Provincia ribatte con una lettera inviata il 26 gennaio a Teateservizi, ritenendo «palesemente illegittimo tale avviso». La Provincia ne chiede pertanto l’annullamento in autotutela. Il liquidatore della società di riscossione, Luca Di Iorio, con una successiva lettera inviata il 13 febbraio, rigetta la richiesta e conferma integralmente l’avviso notificato. Il dirigente del primo settore della Provincia ribadisce a sua volta «l'infondatezza della pretesa tributaria» e chiede che si passi alle vie legali. Cosa che Menna ha deciso di fare martedì scorso. E dunque mentre il liquidatore Di Iorio attende che il piano di risanamento della società pubblica venga finalmente approvato dal consiglio comunale, Teateservizi accelera sulle riscossioni, anche rischiando l’incidente istituzionale di fronte a un ente politicamente “amico”, nel tentativo di fare appieno quanto chiesto a più riprese dalla Corte dei conti.
Nel frattempo, come ampiamente anticipato, ieri non si è svolto il consiglio comunale sul piano di risanamento della società pubblica. La maggioranza (tranne Luigi Febo e Filippo Di Giovanni) non si è presentata, preferendo rinviare tutto alla seconda convocazione di domani pomeriggio, quando servono meno voti per approvare la spinosa delibera. Il passaggio a vuoto di ieri mattina era pienamente previsto, soprattutto dopo la commissione del giorno prima che si era chiusa senza il dovuto parere sulla delibera consiliare. Ciò nonostante quattro consiglieri d’opposizione - Giampiero Riccardo, Serena Pompilio, Bruno Di Iorio e Mario De Lio - hanno voluto documentare con un video pubblicato sui social la loro presenza in un’aula che ovviamente si sapeva sarebbe rimasta vuota. Il video ha riacceso la polemica tra maggioranza e opposizione.
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