Cartelle non pagate, i revisori: «La Teateservizi non riscuote»

La Kpmg passa in rassegna la società del Comune e boccia l’organizzazione: la gestione non è sana Sotto accusa il recupero coattivo delle tasse: è seguito da un solo dipendente, si rischiano prescrizioni
CHIETI. Mentre, a un giorno dalla scadenza, il sindaco Diego Ferrara firma il rinnovo dei contratti per i 22 precari di Teateservizi, al Comune si studia la relazione della Kpmg sullo stato della società pubblica. A marzo scorso, al costo di 36.600 euro, la giunta comunale, con l’assessore alle finanze Tiziana Della Penna, ha affidato l’incarico di portare a termine una ricognizione dello stato economico-finanziario di Teateservizi e Chieti Solidale alla Kpmg, società specializzata nella revisione e organizzazione contabile, nella consulenza manageriale e nei servizi fiscali, legali e amministrativi.
Tra le due partecipate, la Teateservizi, che si occupa di riscossione e altri servizi, è quella che da tempo desta maggiore preoccupazione. E in effetti dall’indagine della Kpmg viene fuori una società gravata di numerosi problemi, sia di personale che di gestione e controllo. Queste criticità provocano i noti problemi di riscossione, perennemente da aumentare. «La dotazione delle risorse umane», si legge nella relazione della Kpmg, «non appare coerente in termini quantitativi con la complessità delle procedure gestite e il volume delle lavorazioni attese». La Kpmg rileva anche problemi a livello amministrativo, sottolineando il fatto che non esiste un regolamento di contabilità né risultano formalizzate le procedure di gestione e controllo dei servizi affidati dal Comune alla partecipata. Tutto questo porta la Kpmg a concludere che «il sistema di gestione e controllo appare privo di strumenti fondamentali per il buon andamento e la sana gestione dell’organizzazione».
A destare dubbi e perplessità è soprattutto la riscossione coattiva, gestita da una sola persona, «la quale, data la complessità della procedura e il volume delle posizioni da verificare», si legge, «non esegue le ricerche e le visure delle consistenze patrimoniali della totalità dei soggetti debitori ma opera su un campione estratto sulla base di criteri soggettivi. La procedura di riscossione coattiva non risulta presidiata in modo tale da massimizzare il recupero delle evasioni e da minimizzare il rischio di prescrizione del debito». Anche la riscossione della Tari risulta gestita da una sola persona e anche a questo riguardo arriva la censura: «La procedura di riscossione Tari previo accertamento non sembra essere presidiata in modo tale da minimizzare i tempi di accertamento dei soggetti debitori e il rischio di prescrizione del debito». Stesse osservazioni per la procedura di gestione della contabilità: «In particolare», si legge, «la mansione relativa alla riconciliazione tra le somme da incassare e quelle effettivamente incassate non appare presidiata da personale avente le necessarie conoscenze e abilitazioni all’accesso dei conti correnti postali e bancari».
Un’ultima osservazione è dedicata ai bilanci della società, perennemente indietro nella loro redazione. Il quadro che viene fuori dall’indagine della Kpmg è, dunque, quello di una società che ha bisogno di una radicale ristrutturazione. Sono diversi i possibili scenari futuri e c’è anche la possibilità di trasformare la società pubblica in una società a capitale misto pubblico-privato.

