Casa abusiva, la procura manda le ruspe

13 Dicembre 2019

Task force con i carabinieri forestali per abbattere le opere costruite senza le autorizzazioni. Dal 2018 seguiti 40 casi

CHIETI. Ore 9, scatta il blitz per demolire una casa e un magazzino completamente abusivi. Siamo a Miglianico, in contrada Cerreto: il proprietario degli immobili, costruiti senza autorizzazione, si è rifiutato più volte di rispettare l’ordine di abbattimento. E allora la procura di Chieti, come prevede la legge, ha deciso di mandare le ruspe e buttare giù le strutture affidando l’incarico a una ditta specializzata. È solo uno dei risultati della task force voluta dal procuratore capo Francesco Testa per combattere il fenomeno dell’abusivismo: i controlli sulle opere rimaste in piedi nonostante le sentenze passate in giudicato sono stati portati avanti dai carabinieri forestali del nucleo investigativo di polizia ambientale e agroalimentare di Chieti. In totale, dal 2018, sono finiti all’attenzione dei militari dell’Arma una quarantina di casi. In più della metà delle verifiche le disposizioni del tribunale non erano state eseguite; proprio a seguito dei controlli, molti hanno poi deciso di procedere. Alcuni proprietari, invece, hanno chiesto del tempo per mettersi in regola.
A Miglianico era tutto “fuori legge”: l’autorizzazione a costruire non era mai stata concessa né per l’abitazione, né per l’adiacente rimessa. Ma da sette anni, pur essendo diventata definitiva la pronuncia dei giudici, i proprietari hanno fatto finta di niente. E ieri mattina, su ordine del pm, sono arrivati ruspa, camion e operai. Come prima cosa, verranno rimossi e catalogati i rifiuti rinvenuti all’interno delle strutture, ormai abbandonate. Le operazioni di abbattimento vere e proprie inizieranno la prossima settimana. L’ultima a vivere nella casa abusiva, raggiungibile attraverso una stradina piena di fango ed erbacce, a pochi passi dalla provinciale, è stata una ragazza. Una volta abbandonate le stanze, però, la donna ha lasciato sul posto i suoi cani. Così gli investigatori si sono trovati davanti materiali e sporcizia di ogni genere: bottiglie di plastica, bombole del gas, scatole contenenti cibo per animali. E ancora: mobili, elettrodomestici, vestiti ridotti a stracci. Dal magazzino sono spuntati pneumatici, lamiere, rottami di automobili: il sospetto è che il locale fosse stato adibito a sfasciacarrozze. Alle spalle dell’edificio, ecco l’unica costruzione non abusiva: un vivaio, anch’esso abbandonato, che resterà in piedi. Per l’abbattimento della casa e del magazzino, invece, è ormai solo questione di ore. Perché la procura ha lanciato un messaggio chiaro: l’abusivismo viene combattuto fino in fondo e, soprattutto, non conviene.
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