Casa anziani, udienza a ottobre «Danni per oltre un milione»

9 Aprile 2019

PIZZOFERRATO. È approdata ieri davanti al giudice per le udienze preliminari Marina Valente la vicenda della casa anziani Villa Arzilla, la residenza con 26 posti letto e servizi socio-sanitari...

PIZZOFERRATO. È approdata ieri davanti al giudice per le udienze preliminari Marina Valente la vicenda della casa anziani Villa Arzilla, la residenza con 26 posti letto e servizi socio-sanitari realizzata in un edificio comunale dismesso e i cui lavori di riqualificazione sono costati 560.000 euro: 300.000 del Comune e 260.000 della Cosel srl di Castel di Sangro che ne otteneva la gestione per 30 anni. La struttura da due anni anziché accogliere anziani ha portato denunce e liti tra l’amministrazione comunale e la Cosel. Di fronte al giudice sono finiti il sindaco Palmerino Fagnilli, il vice Adolfo Di Sciullo, il progettista e direttore dei lavori, l’architetto Vincenzo Bucci, e il geometra comunale responsabile del procedimento, Domenico Calabrese, tutti accusati di concussione, il sindaco e il vice anche di tentata concussione e il solo Fagnilli anche di molestia e disturbo del presunto custode della struttura, Enea Ionel Benone. Per la procuratrice Mirvana Di Serio, abusando dei poteri e dei ruoli che avevano, i quattro avrebbero costretto il legale rappresentante della Cosel, Stefano Pecorella, ad assumere una parente del sindaco nella struttura. Questa sarebbe avvenuta ai primi di ottobre 2017 e di conseguenza la risoluzione del contratto minacciata veniva archiviata da Calabrese il 31 ottobre. Dopo che il direttore dei lavori Bucci aveva certificato la fine dei lavori l’11 ottobre 2017 anche se non c’erano riscontri. Contestata la tentata concussione al sindaco e al vice perché “avrebbero cercato di imporre a Pecorella la nomina del vicesindaco come direttore della struttura e l’assunzione di sei persone da loro indicate”. Fagnilli avrebbe inoltre anche minacciato tra febbraio e maggio 2018 Benone, custode della struttura. Accuse che i legali Massimo Biscardi, Diana Peschi e Augusto La Morgia, proveranno a smontare nell’udienza dal gup del 14 ottobre.
In quella occasione anche il Comune comparirà come parte offesa mentre, come precisato dai legali Aldo e Gaetana Di Ianni, Cosel, Pecorella e Benone si costituiranno parte civile chiedendo danni per 1.250.000 euro - 700.000 euro Cosel, 500.000 Pecorella e 50.000 Benone -. Anche Codacons, con l’avvocato Vittorio Ruggieri, si costituirà parte civile. «Stupisce la presenza del Codacons», dice Fagnilli, «è un processo politico. Sono tranquillo: il 17 giugno ci sarà l’archiviazione, chiesta dalla stessa Procura, del ricorso di Cosel per la risoluzione contrattuale decisa dal Comune per gravissimi inadempimenti. La perizia ha rilevato che i documenti sono in regola».
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