Casa invasa dal fango Il Comune paga i danni

Chieti, risarcimento di 38mila euro: mai pulito il tombino davanti all’abitazione Nel 2017 finirono sommersi una Range Rover, una Harley Davidson e la cucina
CHIETI. Un metro e mezzo di acqua sporca e fango che invade la casa e la melma che, improvvisamente, ricopre tutto a causa di «un tombino sulla strada completamente ostruito»: finiscono quasi sommersi un fuoristrada Range Rover Defender, una moto Harley Davidson 883, la cucina e le provviste alimentari, gli oggetti della vita di tutti i giorni. È la notte del 15 novembre 2017 quando una residente di viale Unità d’Italia si sveglia di soprassalto per il rumore della pioggia e scopre che la taverna è già allagata: è tutto da buttare. A distanza di due anni, il Comune è costretto a pagare il conto per la pulizia del tombino mai fatta: un verbale dei vigili del fuoco, intervenuti per oltre 10 ore per svuotare i locali, scarica proprio sull’amministrazione la responsabilità dell’accaduto. In quel documento si dice che il tombino «in prossimità dell’abitazione» è tappato dalle foglie: basta alzarlo, pulirlo e l’acqua riprende a defluire «impedendo così l’afflusso al piano interrato adiacente». Sarebbe bastato davvero poco per evitare l’allagamento di due anni fa. Alla residente, in base a un accordo raggiunto con l’amministrazione Di Primio e la compagnia assicurativa del Comune, spettano 38mila euro di risarcimento danni. Il Comune – con la franchigia – deve sborsarne 9.100; il resto, 28.900, ricade sulla Aig Europe Limited.
È lo stesso Comune, sulla determina che dà il via libera al pagamento, a parlare di «inondazione di acque piovane non defluite dai tombini per occlusione delle condotte di scarico fognario»: un’ammissione di colpa. Così, assistita dall’avvocato Gabriella Luccitti, la residente non ha neanche bisogno di trascinare l’ente in giudizio: amministrazione e assicurazione dicono sì al pagamento in via stragiudiziale per evitare una stangata in un procedimento civile e versano, insieme, la somma. Il sì al rimborso arriva perché la responsabilità dell’inesistente manutenzione dei tombini pare accertata.

