Casalbordino, esce dal coma il giovane colpito con un pugno alla testa

Simone Fattore, 23 anni, si è svegliato dopo una settimana dall’assurda lite. Presto sarà ascoltato dai carabinieri

CASALBORDINO. Simone Fattore, il 23enne di Casalbordino in coma da una settimana per colpa di un pugno ricevuto da un rivale, si è svegliato. Non appena i medici del reparto di rianimazione dell’ospedale Spirito Santo di Pescara hanno ridotto il dosaggio dei farmaci sedanti, il giovane ha riaperto gli occhi ed ha visto il papà e la mamma al suo capezzale. Il suo sorriso ha dato una seconda vita ai genitori. La prognosi, tuttavia, resta riservata. Il trauma è stato importante.

«Rivedere lo sguardo di mio figlio è stata una emozione fortissima. Oggi è un giorno bellissimo», dice papà Guido, «il decorso sarà ancora lungo ma il peggio è passato. Simone ha risposto alle domande dei medici e sorriso a tutti quelli che sono andati a trovarlo. La gioia della mia famiglia è indescrivibile. Non c’è niente di più brutto di temere di perdere un figlio. Simone è sempre stato un bravo figlio. Dopo il diploma ha iniziato a lavorare. Ci ha sempre dato grosse soddisfazioni. Ora è tornato con noi».

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Guido Fattore non riesce a nascondere la commozione. Non è stato l’unico a gioire ieri. Non appena la notizia è arrivata in paese amici e conoscenti hanno esultato. Persino allo stadio, sugli spalti, i tifosi hanno esultato per Simone. «Forza Simone. Lotta con il cuore e vinci insieme a noi. Un tifo speciale per un ragazzo speciale. Ben tornato fra noi. Dai Simone olè», hanno cantato e scritto gli amici postando un video. Fra coloro che hanno esultato a Casalbordino c’è stato anche il sindaco Filippo Marinucci.

«Simone è sempre stato un bravo ragazzo. Siamo davvero molto contenti per lui e la sua famiglia», dice il primo cittadino. Tanti i messaggi degli amici su Facebook. Alcuni di loro sono stati ascoltati dai carabinieri nei giorni scorsi in veste di testimoni. Con il passare dei giorni la dinamica della lite che ha portato il 23enne in ospedale si fa più chiara. Il giovane ferito non si sarebbe procurato l’ematoma cranico cadendo dopo essere stato colpito da A.S., 22 anni, di Vasto, ma sarebbe stato lo stesso pugno vibrato alle spalle ad avere causato l'emorragia cranica.

Simone era intervenuto per calmare gli animi. I carabinieri per il momento preferiscono non sbilanciarsi. Né vogliono parlare i difensori di A.S., gli avvocati Francesco e Arnaldo Tascione. Appena i medici daranno l’autorizzazione sarà lo stesso Simone a fornire la propria versione dei fatti. Per il momento il ragazzo rimarrà in Rianimazione. Nei prossimi giorni sarà trasferito nel reparto di neurochirurguia e i medici valuteranno la situazione stabilendo la prognosi.

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