Cascata San Giovanni, scattano i divieti

10 Luglio 2020

Rischio caduta massi: dopo gli ultimi incidenti, non sarà più possibile avvicinarsi. Chiusi alcuni sentieri

GUARDIAGRELE. Non sarà più possibile avvicinarsi alla cascata San Giovanni. Il sindaco di Guardiagrele, Simone Dal Pozzo, ha firmato un’ordinanza per «garantire la sicurezza di visitatori ed escursionisti della montagna». La decisione è stata presa dopo una serie di incidenti, per fortuna non gravi, che si sono verificati nella zona di Bocca di Valle nelle ultime settimane. L’ultimo risale a domenica 28 giugno, quando una pescarese di 20 anni è finita in ospedale dopo essere stata colpita alla testa da un sasso che si è staccato dalla parete rocciosa vicino alla cascata.
«L’enorme masso che insiste sulla cascata», prosegue il sindaco, «si è nuovamente spostato determinando l’aggravamento di una situazione già esistente: è evidente la situazione di pericolo per i fruitori dell’area della cascata». Il masso, infatti, «è accompagnato da una scia di detriti di cospicue dimensioni, anche fino a un diametro di 30-40 centimetri, che potrebbero riversarsi sullo spazio sottostante». In attesa dell’intervento di rimozione del masso – «che avverrà in tempi brevi», promette il sindaco – è stato istituito «il divieto di avvicinamento e sosta in prossimità della cascata San Giovanni, da parte di escursionisti e fruitori di ogni tipo». Al tempo stesso, spiega ancora Dal Pozzo, attraverso una serie di cartelli è stato vietato l’accesso ai sentieri “non ufficiali” che permettono di raggiungere la cascata. La presa di posizione è arrivata dopo la nota trasmessa dall’Ente Parco a seguito di una relazione della guida alpina Marco Zaffiri che ha evidenziato le problematiche dei percorsi in questione. Non solo: il sindaco, come specificato nell’ordinanza, ha avuto un confronto con la Protezione civile finalizzato a definire le «iniziative da intraprendere per eliminare nell’immediato l’acclarata situazione di pericolo per la pubblica incolumità».
A fine giugno tre ragazze minorenni dirette alla cascata San Giovanni sono rimaste bloccate su alcuni speroni. «Abbiamo lasciato il sentiero per avvicinarci al torrente e mangiare vicino all’acqua», si sono giustificate. Due giovani che passavano nelle vicinanze hanno sentito le loro grida e sono intervenuti per aiutarle, rimanendo a loro volta bloccati. A recuperare tutti, in nottata, sono stati i tecnici del Soccorso alpino e speleologico Abruzzo con il supporto dei carabinieri forestali della stazione Parco di Pretoro. I cinque escursionisti, di età compresa fra 14 e 17 anni e residenti tra Guardiagrele e Filetto, se la sono cavata soltanto con un brutto spavento. «Raccomando a tutti di godere la montagna con la massima attenzione, evitando di mettere in pericolo se stessi, gli altri e il personale di soccorso», conclude Dal Pozzo. (g.let.)
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