Cascate d’acqua dal viadotto, danni a campi e abitazioni

8 Dicembre 2020

VILLA SANTA MARIA . Destano preoccupazione le cascate di acqua che si abbattono dal viadotto posto sulla statale 652, alto ben 100 metri, sulle contrade Poggio, Madonna in Basilico, Sopra gli orti,...

VILLA SANTA MARIA . Destano preoccupazione le cascate di acqua che si abbattono dal viadotto posto sulla statale 652, alto ben 100 metri, sulle contrade Poggio, Madonna in Basilico, Sopra gli orti, con danni a case e campagne, e difficoltà alla circolazione stradale sottostante. Succede ogni volta che le piogge sono abbondanti, come domenica scorsa. Il caso è già stato sollevato e segnalato nei mesi scorsi ma a nulla sono servite esposti e diffide. Il problema è rappresentato anche dal “tipo” di acqua, inquinata o meno spetterebbe all’Arta stabilirlo, che precipita dal piano stradale con veemenza.
Due sono le possibilità per l'acqua di defluire dal ponte: lungo i pluviali che corrono ai lati dei piloni e dai bocchettoni, realizzati da un paio di anni, che si trovano tra un pilone e l’altro, a sinistra e a destra del ponte. A questi bocchettoni sono alloggiati dei canali di circa otto metri, che si affacciano nel vuoto. È da essi che l’acqua piomba giù. A questo, c'è da aggiungere, il fatto che alcuni pluviali sono o otturati o rotti, aggravando ancora di più il danno. «Da anni attendiamo che si ponga rimedio all’abbondante caduta di acqua dal viadotto, che danneggia i terreni e le case sottostanti», afferma il villese Mauro Carbonetta, che si è rivolto all’Anas e all’Arta. «Al danno causato dalla caduta di masse d’acqua», continua, «si aggiunge il danno ecologico causato dal continuo defluire di liquami creati dalla commistione con le scorie gassose e particolato dalle migliaia di auto che quotidianamente passano sul viadotto. È necessario un intervento urgente». Il viadotto è stato realizzato e ultimato nel 1992. Tra il viadotto e Villa Santa Maria non c’è stato mai un buon feeling, visto che alla sua realizzazione si sono opposti molti partiti politici (tre sono state le interrogazioni parlamentari), le associazioni ambientaliste e culturali, e soprattutto i villesi con una petizione firmata da 1.000 cittadini su circa 1.500 abitanti circa. (m.d.n.)