Case a rischio in via Modesto della Porta

12 Febbraio 2017

L’allarme del geologo Graziano Della Pelle: «Nella zona si è riattivata la frana degli anni ’70»

GUARDIAGRELE. Sarebbero tutte a rischio crollo, le abitazioni poste sul lato sinistro di via Modesto della Porta, la strada del centro storico che dalla villa comunale porta fino all’imbocco di via Orientale e nella centralissima piazza Santa Maria Maggiore. Nella zona, tra l’altro, si trovano la casa natale del famoso poeta guardiese, e la bellissima chiesa in stile liberty della Madonna del Rosario. Nella zona sottostante è in atto uno scivolamento, frutto della riattivazione di una vecchia frana che in passato ha interessato il versante orientale del centro storico cittadino. A scoprire il dissesto, l’altra mattina, e a segnalarlo immediatamente all’ufficio tecnico comunale, è stato il geologo Graziano Della Pelle. La frana è la stessa che negli anni ’70 ha coinvolto la vecchia scuola media di via Orientale, che fu poi abbattuta, e altri edifici come il mercato coperto, consolidato a più riprese dal Genio Civile di Chieti e dal Comune tra il 1995 e il 2005, come anche la chiesa della Madonna del Carmine, oggetto di stabilizzazione del versante nel 2014. «L’attuale dissesto», precisa Della Pelle, «tecnicamente configurabile come scivolamento superficiale, frutto della riattivazione della frana riportata nella carta dell’inventario delle frane della Regione Abruzzo, coinvolge i depositi superficiali costituiti da terreni colluviali, limi sabbiosi e sabbie e plaghe che scivolano sulle sottostanti argille grigio - azzurre di età pliocenica. La superficie di discontinuità»,aggiunge Della Pelle,«è marcata dalla presenza di una falda freatica stagionale. attualmente ai massimi storici, a causa delle eccezionali precipitazioni nevose dei giorni scorsi che amplifica l’azione gravitativa, diminuendo l’attrito tra gli strati, mediante lubrificazione della frazione argillosa». Secondo il tecnico l’intervento è da considerarsi assolutamente indifferibile. «Il suo costo», conclude, «potrebbe aggirarsi attorno a un milione di euro, naturalmente senza considerare i danni già provocati a diverse strutture private».

Giovanni Iannamico