Case Ater, Ortona come Chieti?

Alloggi occupati abusivamente: in un caso la famiglia vive a Roma e usa quella abruzzese solo in estate
ORTONA. Abitazioni popolari dell'Ater occupate abusivamente ad Ortona. Il caso di Fabrizio Iezzi e la ricerca per lui di un adeguato appartamento che possa permettergli finalmente di lasciare l'ospedale, hanno indirettamente aperto questo nuovo ed intrigato capitolo. Non più tardi di due giorni fa, infatti, il consigliere comunale delegato alle case popolari, Luigi Menicucci, facendo il punto sulla vicenda del ragazzo affetto da tetraplegia da trauma, aveva dichiarato: «Stiamo liberando e recuperando appartamenti occupati abusivamente. Di volta in volta, anche questi saranno proposti alla famiglia Iezzi, che valuterà se possano essere idonei alle proprie esigenze». Dunque, Ortona una nuova Chieti? Forse sì o forse no. Al momento esiste una sola certezza: in alcune abitazioni dell'Ater vivono persone e famiglie in modo del tutto irregolare o non aventi diritto ad un alloggio popolare. I casi più eclatanti riguardano individui che hanno sfondato le porte di appartamenti momentaneamente disabitati e diventati illegalmente la loro dimora.
«A volte, quando le case non sono assegnate nell'immediato perché hanno bisogno di alcune sistemazioni interne, è molto difficile riuscire ad evitare questo tipo di situazioni che però, c'è da dire, non sono in un numero significativo» ha spiegato il Commissario Ater di Chieti, Antonella Gabini. Ci sono poi vicende di persone che detengono alloggi popolari nonostante queste non ne abbiano nessuna necessità. Solo nell'ultimo trimestre sarebbero tre i casi di questo genere che si sono conclusi e che si avviano verso una conclusione nei prossimi mesi, dopo un iter caratterizzato da cause giuridiche protrattesi per anni. «Lo scorso 30 settembre, ad esempio, abbiamo liberato una casa che veniva usata come magazzino da soggetti che vivono altrove» ha commentato Luigi Menicucci. E ancora: «Entro dicembre dovremmo recuperare altre due abitazioni, di cui una usata da una famiglia che vive a Roma in una casa di dieci vani e che torna in quella di Ortona per trascorrere le vacanze estive, e l'altra di una signora anziana che non risiede più lì bensì vive dal figlio».
Il consigliere comunale delegato alle case popolari, però, non vuol sentire parlare di una vicenda emersa solo in seguito alla situazione dello sfortunato Iezzi: «Quello dell'abusivismo è un problema perenne che riguarda tutta l'Italia. I casi citati sono frutto di indagini passate, che continueranno anche in futuro». A tal proposito negli ultimi giorni è stata avviata una nuova procedura, per riprendere in mano un alloggio assegnato ad una persona in possesso di un'ulteriore dimora di sua proprietà. «I nostri controlli sono continui e speriamo che l'operato porti, in futuro, sempre più persone a desistere verso questo tipo di situazioni» ha concluso un comunque fiducioso Menicucci.
Alfredo Sitti
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