«Case di riposo a rischio chiusura»

I sindacati suonano la sveglia alle istituzioni: i Comuni paghino i debiti altrimenti si rischia il blocco delle attività
CHIETI. È allarme rosso dei sindacati per la sopravvivenza degli Istituti riuniti San Giovanni Battista, meglio conosciuti come Case di riposo. L’ex Ipab rischia il blocco totale delle attività a causa del mancato pagamento della quota di compartecipazione da parte di 24 Comuni. Quota totalmente rimborsata dalla Regione. Il documento, firmato da Paola Puglielli, (Cgil), Gabriele Martelli (Cisl), Smeraldo Ricc iuti (Confsal) e Ginevra Nardone (Csa), è stato inviato al presidente della Regone Luciano D’Alfonso, al sindaco di Chieti Umberto Di Primio, al prefetto Antonio Corona e al direttore generale della Asl Pasquale Flacco. I sindacati unitamente alla rsu dopo il recente presidio all'assessorato regionale alla Sanità denunciano «la grave situazione degli Istituti Riuniti "San Giovanni Battista" » ricordando «i noti i ritardi dei Comuni di Chieti. Pescara. Lanciano. Guardiagrele, Bucchianico e molti altri nel pagamento della quota di compartecipazione , che ammonta per il 2014 a 296.750,01 euro e per il 2015 a 832.867.35 euro, a cui si aggiunge il mancato pagamento della quota sanitaria delle rette relativa all'anno 2011, da parte della Asl di Chieti per i servizi svolti dagli Istituti, all'epoca, nelle strutture di Villa degli Ulivi e di piazza Garibaldi e che ammonta a circa 1 milione di euro».
«Tale situazione, che già comporta il mancato pagamento delle retribuzioni al dipendenti e le imposte dovute» aggiungono i sindacati «nel giro di pochi giorni determinerà il blocco totale degli Istituti vista l'impossibilità di approvvigionare l'Ente di generi di prima necessità. A quel punto sarà inevitabile allertare le famiglie degli utenti e le istituzioni a ciò preposte, al fine di erogare l'assistenza che ad oggi si rischia di non poter più garantire».
Un fatto gravissimo che costringerebbe lo sfratto di oltre un centinaio di ospiti anziani e malati. «La Direzione ci ha comunicato che se entro sette giorni non dovessero intervenire corpose rimesse economiche da parte degli Enti debitori» si legge nel documento «bisognerà necessariamente ricollocare in altra struttura i circa 120 ospiti degli Istituti Riuniti oltre che garantire il futuro lavorativo ai 72 dipendenti degli stessi». I sindacati, inoltre, stigmatizzano la situazione descritta che ormai da mesi hanno portato all'attenzione dei tavoli Istituzionali «senza che nessuno degli interlocuton. Regione, Asl, sindaco del Comune di Chieti, abbiano avuto la capacità politica di salvare l'unica struttura pubblica della provincia di Chieti che eroga il servizio di assistenza socio-sanitaria ad anziani non autosufficienti e disabili». Il debito del Comune di Chieti è quello più consistente: deve all’ex Ipab ben 97.343.10 euro relativi al 2014 ai quali vanno aggiunti i 162.587.39 dovuti per l’anno corrente.

