Case popolari agli stranieri, stallo in consiglio

Di Paolo (FdI): troppi vantaggi, italiani penalizzati. Ma la maggioranza si divide: oggi riunione dal sindaco
CHIETI. «Mi hanno accusato di essere razzista, ma qui il razzismo non c’entra proprio nulla. Io chiedo soltanto di equiparare gli italiani agli stranieri nell’iter di accesso alle case popolari, perché al momento questi ultimi sono avvantaggiati rispetto ai primi». Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Di Paolo, replica in questo modo alle polemiche sulla presentazione del suo ordine del giorno sull’accesso agli alloggi popolari, ordine del giorno che ha provocato l’assenza del numero legale ieri in consiglio comunale. La richiesta del consigliere di modificare la legge regionale 96/96 per l’assegnazione degli alloggi, affinché anche gli stranieri attestino di avere i requisiti necessari, come fanno gli italiani, è arrivata ieri in aula. Ma ha subito provocato problemi in maggioranza. Tanto è vero che a inizio seduta è stata chiesta una sospensione per una riunione di coalizione. In particolare i consiglieri dell’Udc hanno chiesto un approfondimento dell’ordine del giorno ma passato in commissione. Al momento del rientro in aula, con l’opposizione fuori, la maggioranza ha dimostrato ancora una volta di non avere i numeri per andare avanti. Dell’ordine del giorno si riparlerà nella riunione di coalizione di oggi pomeriggio voluta dal sindaco Umberto Di Primio.
«In linea di massima siamo d’accordo con l’ordine del giorno del consigliere Di Paolo», ha detto Marco Russo dell’Udc, «ma per condividerlo ne chiediamo la modifica, perché altrimenti si rischia di escludere tutti gli stranieri dall’accesso alle case popolari». Nella riunione di ieri mattina, Di Paolo aveva spiegato all’Udc che «il provvedimento mira a equiparare l’iter degli stranieri a quello degli italiani, che invece al momento risulta molto più tortuoso. Perché la verifica delle autocertificazioni presentate dagli italiani per ottenere l’alloggio è facile da fare, mentre quella degli stranieri, soprattutto degli extracomunitari, è molto più difficile e spesso, proprio per questo motivo, non viene fatta». L’ordine del giorno mira dunque a impegnare sindaco e giunta affinché chiedano «formalmente alla Regione la modifica della legge 96/96, affinché i cittadini stranieri che intendono accedere all’edilizia residenziale pubblica attestino i requisiti richiesti mediante certificati o attestazioni rilasciate dalla competente autorità dello stato estero». (a.i.)

