Case popolari e inquilini morosi: l’Ater ha già inviato 700 diffide

CHIETI. Sono oltre 700 le diffide inviate dall’Ater di Chieti, da circa un anno a oggi, agli inquilini morosi, nell’ambito della compagna «tolleranza zero verso morosi e abusivi». Al tempo stesso è...
CHIETI. Sono oltre 700 le diffide inviate dall’Ater di Chieti, da circa un anno a oggi, agli inquilini morosi, nell’ambito della compagna «tolleranza zero verso morosi e abusivi». Al tempo stesso è stata predisposta una semplificata procedura amministrativa per chi vuole regolarizzare la propria posizione debitoria, mentre sono 22 le procedure di sfratto avviate, tenuto conto della sospensione delle procedure alla luce dell’emergenza CoviD. È la situazione che il direttore generale dell’Azienda per l’edilizia territoriale, Giuseppe D’Alessandro, ha rappresentato al nuovo prefetto di Chieti, Mario Della Cioppa, che lo ha ricevuto nell’ufficio territoriale del governo.
Nel corso dell’incontro istituzionale si è affrontata la questione della presenza di alloggi di edilizia residenziale pubblica sfitti che sono alla base del fenomeno delle occupazioni abusive e delle necessarie misure da attivare per il contrasto dell’abusivismo, finalizzate a garantire la sicurezza nei quartieri e a rendere disponibili nuovi alloggi da assegnare ai nuclei familiari prima che vengano occupati in modo illegale.
L’Ater di Chieti tra gli interventi programmati ha individuato una serie di alloggi, target esposti a potenziali occupazioni abusive, che saranno oggetto di installazione di sistemi anti intrusione e porte blindate. Il prefetto Della Cioppa ha già richiesto, sia all’Ater di Chieti che di Lanciano-Vasto, i dati relativi agli alloggi occupati abusivamente, al numero degli alloggi liberi e alle procedure di sgombero attive.
«Occorre», dice D’Alessandro, «una fattiva collaborazione con i Comuni, i servizi delle politiche sociali e la Polizia municipale, per vigilare sulle stabili residenze degli assegnatari legittimi e sulla qualità della vita familiare, nonché sulle abituali dimore di cittadini che talvolta s’immettono senza titolo, presso alloggi popolari assegnati a parenti ed amici, con l’intento di far maturare inesistenti diritti.
D’Alessandro evidenzia inoltre che l’assegnazione degli alloggi popolari in Abruzzo avviene in applicazione della legge regionale numero 96 del 1996 e che il bando è indetto dal Comune in cui si trovano gli alloggi da assegnare, al fine di creare una graduatoria.
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