Case popolari, i riscatti bloccati dalla burocrazia

Ortona, le famiglie non riescono a comprare gli alloggi e minacciano azioni legali «Le ultime promesse del Comune cinque mesi fa, ma la soluzione non si trova»
ORTONA. La volontà di riscattare la casa popolare si infrange sul muro della burocrazia che blocca ogni tentativo per via di un problema la cui soluzione tarda ad arrivare. Sono trascorsi cinque mesi da quando il Centro ha raccontato la storia di una famiglia che da circa tre anni sta provando invano ad acquisire un appartamento nella palazzina dell’Ater di piazza XXVIII dicembre, a Fontegrande. Mesi di attesa senza però un segnale positivo.
«Abbiamo difficoltà a riscattare una casa popolare dove vive mia nonna», spiegava a luglio un ortonese che si era rivolto al nostro giornale per rendere nota la vicenda, «il Comune deve registrare al catasto un terreno prima che il riscatto dell’abitazione possa essere compiuto, ma non è possibile farlo in tempi brevi». La conferma della problematica era arrivata anche dal sindaco Leo Castiglione: «La vicenda nasce negli anni Ottanta, più di trent’anni fa e noi ci stiamo adoperando per risolverla. Abbiamo a che fare con circa cento particelle frutto di espropri non perfezionati. Da lì si è susseguita una serie di non perfezionamenti e quindi non è stato possibile accatastare i terreni», commentava il primo cittadino. Lo stesso evidenziava come si trattasse di un lavoro complesso: «Noi stiamo provando a risolvere il problema, partendo dalla ricognizione delle particelle per arrivare alla registrazione al catasto. È una mole di lavoro importante e speriamo di chiudere il tutto entro la fine dell’anno».
Ma dato che il 2018 si è concluso e di novità non ne ha avute, la famiglia in questione è tornata a rivolgersi al Centro: «Nulla è stato risolto», protesta il nipote della signora che vive nell’appartamento di Fontegrande. «Abbiamo atteso ulteriori mesi, ma a quanto pare non è servito a niente».
Stavolta a parlare non è solo lui, ma anche un altro ortonese che ha lo stesso identico problema: «Mia nonna deve comprare casa ma le pratiche sono bloccate proprio per la mancata registrazione al catasto delle particelle», racconta questo secondo cittadino. «Nel mese di novembre in Comune mi hanno detto che entro un paio di mesi avrebbero risolto il tutto, ma così non è stato». E adesso entrambi danno un ultimatum: «Le nostre famiglie sono disposte ad aspettare fino al termine di febbraio, se la situazione dovesse rimanere immutata ci riserveremo di intraprendere ulteriori strade, mediatiche ma anche legali, per arrivare ad una soluzione definitiva che ci consenta di proseguire nell’iter di riscatto degli appartamenti».

