Case popolari, inchiesta sui periodi di tre assessori

5 Luglio 2014

Sequestrate carte sulle assegnazioni dal 2007 a oggi: nel mirino della Mobile gli anni delle gestione di Bassam El Zhobi, D’Agostino e dell’attuale Marrocco

CHIETI. Il consigliere dell’Idv Bassam El Zhobi attacca l’assessore alle politiche della casa Dario Marrocco, perché nella gestione dell’assessorato emergerebbero irregolarità che vanno da una graduatoria provvisoria degli assegnatari di case parcheggio discutibile e perché non sarebbero state prese in considerazione alcune domande di cittadini che ne avevano bisogno. Ma da quanto sta accadendo dal punto di vista investigativo è certo che la Squadra mobile, delegata alle indagini per abuso contro ignoti dalla pm Lucia Anna Campo, sta acquisendo documenti e fascicoli dell’ufficio politiche per la casa dal 2007, periodo nel quale era proprio El Zhobi assessore di riferimento della giunta di centrosinistra. Insomma l’inchiesta della polizia, che prende spunto da quella eclatante sull’ex assessore Ivo D’Agostino, (secondo la procura assegnava alloggi in cambio di sesso), sta abbracciando un lasso di tempo ampio in cui si sono succeduti tre assessori El Zhobi, D’Agostino e Marrocco. Su questo e sul sindaco Di Primio si è abbattuta la denuncia di un uomo di 44 anni Franco C., disoccupato e senza fissa dimora che aspettava una dimora dal 1994, quando non esisteva nessuna graduatoria. Al Comune negli uffici dell’assessorato per anni gli avevano detto che avrebbe dovuto aspettare. Ma quando è andato via D’Agostino, l’amministrazione ritrova una regola: c’è una graduatoria da rispettare, alla quale si può accedere tramite domanda. Ed è questo che fa infuriare Franco C. che si decide a occupare un tugurio in via delle Acacie e prende carta e penna per denunciare tutto e tutti. Ma ora che il Comune lo ha finalmente messo in graduatoria, El Zhobi lancia accusa e contesta questa decisione.

Intanto dopo il terremoto D’Agostino che ha messo in luce una gestione quanto meno allegra dell’ufficio case il Comune cerca ridarsi un assetto. Fa piazza pulita di dirigenti e funzionari, e li sposta in un altro settore. Ma in questo assessorato proprio non c’è pace perché un funzionario contesta il trasferimento, va dal giudice del lavoro e non intende neanche spostarsi dall’ufficio fisicamente, mentre il dirigente nominato al posto del collega non ha mai preso possesso dell’ufficio perché è in malattia. Arriva così il sostituto del sostituto. Tutto questo con i senzatetto, emarginati e poveri che chiedono un alloggio popolare. Ma l’assessore Marrocco promette tolleranza zero per i furbetti e annuncia di andare in procura. Ma l’inchiesta già c’è. La procura è già interessata. Ad assessori ed ex non resta che collaborare.