Case popolari, l’allarme dei medici «Umidità, un rischio per la salute»

Gli alloggi comunali sono nel degrado tra infiltrazioni d’acqua e muffa: intervengono gli esperti I dottori: «Non si può vivere in quelle condizioni, si sviluppano polmoniti e infezioni respiratorie»
CHIETI. La Sick building syndrome, cioè la Sindrome del palazzo malato, si verifica quando le persone vivono in condizioni ambientali insalubri e può provocare sintomi che vanno dalla semplice irritazione agli occhi e malessere fino ai disturbi respiratori. Tipicamente diffusa negli Stati Uniti, anche Chieti non è esente dalla Sindrome del palazzo malato. A parlarne al Centro è il dottore Paolo Fazii, direttore dell’unità operativa complessa di Microbiologia dell’ospedale civile di Pescara e componete dal 1999 del comitato di studi per la Micologia clinica dell’Amcli (Associazione microbiologi clinici italiani).
La Sindrome del palazzo malato si ritrova anche e soprattutto negli alloggi comunali di Chieti dove gli inquilini hanno denunciato la precaria situazione in cui vivono da anni: dalle infiltrazioni d’acqua alle tubature marce, le muffe in questi appartamenti si dilatano a macchia d’olio. Quella delle case popolari della zona di Madonna degli Angeli non è solo una richiesta d’intervento e manutenzione sugli immobili, ma un vero e proprio allarme per la salute. «La salubrità degli ambienti domestici è importante perché previene infezioni o reazioni allergiche causate da funghi, quali la muffa», spiega Fazii, «attenzione soprattutto agli anziani perché soggetti immunodepressi che possono sviluppare patologie importanti, come l’asma». E la maggior parte degli inquilini degli alloggi comunali, perlopiù fragili e non autosufficienti, abitano tra muffa e pareti umide. Andando più sul tecnico «ci sono due tipi di muffe», continua Fazii, «le più frequenti appartengono ai funghi filamentosi, e sono perlopiù Aspergillus. Questi possono provocare all’uomo una sensibilizzazione allergica: una persona che vive a lungo a contatto con spore, e le respira, può andare incontro ad allergie e polmoniti. Un altro fungo è quello nero, chiamato Alternaria, e genera la famosa sindrome del Sick building. Gli studi hanno riscontrato che le persone che vivono in ambienti non salubri accusano problemi respiratori e malessere perché inalano sostanze tossiche».
Interviene sul rischio alla salute degli ambienti non salubri anche il dottore Jacopo Vecchiet, docente all’università D’Annunzio e primario di Malattie infettive al policlinico di Chieti. «L’umidità in casa può favorire il proliferare di alcuni agenti patogeni che possono essere funghi, acari della polvere, batteri e muffe in genere», spiega Vecchiet, «ma bisogna fare una valutazione sulla fragilità di chi vive in quelle case. È chiaro che è un soggetto che già di per sé ha un problema respiratorio, come l’asma, può incorrere in maggiori rischi. Quando le spore prodotte dalle muffe penetrano nei polmoni, possono predisporre allergie o reazioni del sistema immunitario fino a provocare e patologie vere e proprie».
Come conferma un recente opuscolo divulgato dal ministero della Salute «l’esposizione alle muffe e/o umidità domestica si associa alla maggiore prevalenza di sintomi respiratori, asma e danni funzionali respiratori».
Negli alloggi comunali di Chieti il rischio di ammalarsi è alto. In molti appartamenti le caldaie sono rotte. Per questo motivo Anna Faragò – da 15 anni vive nell’alloggio comunale in via della Acacie 3 – ha deciso di passare le giornate più fredde a casa di un’amica. «L’umidità favorisce il proliferare di una serie di agenti patogeni e vivere costantemente in ambienti umidi può essere pericoloso», conclude il primario di Malattie infettive, «l’umidità determina un danno sull’intonaco e la forforizzazione dei materiali causa la dispersione di particelle tossiche nell’aria».
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