Case popolari, scoperti 23 abusivi a Chieti

Le irregolarità riscontrate rappresentano il 18% del primo gruppo di immobili finito sotto esame. L’assessora Di Falco: «Ripristiniamo la legalità: Avere una fotografia reale e trasparente ci consentirà di accedere ai fondi governativi»
CHIETI. Ventitré casi di occupazione irregolare nelle case popolari comunali. È il primo risultato dei controlli su 126 alloggi, avviati per accertare chi vive negli appartamenti e con quale titolo. A rendere noto il dato è l’assessora all’edilizia sociale e alle politiche abitative Rita Di Falco, che parla di situazioni «prive di titolo o abusive».
«Sono stati aperti o aggiornati i relativi fascicoli ricognitori al fine di avviare le conseguenti attività amministrative e ripristinare la legalità», annuncia l’assessora. Il programma del Comune prevede anche le procedure per liberare le case occupate senza titolo, con l’adozione e la notifica dei decreti di rilascio. Il primo passo è ricostruire la storia di ogni assegnazione e confrontarla con le presenze effettive nell’alloggio. Le verifiche interessano quattro zone: 40 appartamenti in via Albanese, 36 in via dei Palmensi, 26 in via Spatocco e 24 in via degli Ernici. I 23 casi segnalati rappresentano poco più del 18 per cento del primo gruppo di immobili interessato dai controlli.
L’operazione era stata presentata il 2 settembre, con l’obiettivo di completare la ricognizione entro la fine del mese. Ora prosegue su due fronti: i sopralluoghi della polizia locale e l’esame dei documenti conservati dagli uffici. «Le risultanze dei sopralluoghi già effettuati in via degli Ernici sono state acquisite e confrontate con le banche dati degli uffici», spiega Di Falco, «e lo stesso iter seguirà a breve per gli altri tre ambiti». Gli agenti identificano le abitazioni, verificano chi vi si trova e ne rilevano le condizioni visibili. Per ogni casa il servizio Politiche abitative riunisce assegnazioni, atti amministrativi, dati anagrafici e precedenti verifiche. Le informazioni confluiscono in una banca dati unica, da aggiornare man mano che arrivano nuovi riscontri.
L’ufficio Patrimonio controlla invece la corrispondenza tra indirizzi, numeri interni e dati catastali, insieme allo stato tecnico e alla disponibilità degli immobili. «Un sistema che ci permette di mappare con precisione sia ciò che è già documentato sia i punti che necessitano di ulteriori approfondimenti», sottolinea Di Falco. C’è poi il capitolo dei pagamenti. Per ogni alloggio il Comune tiene distinti il titolo di assegnazione, la presenza degli occupanti, le condizioni dell’abitazione e gli importi da versare. Sulla situazione contabile il lavoro deve essere approfondito. «Quest’ultimo tassello richiederà un attento incrocio tra la documentazione contabile dell’ente e gli importi dovuti», precisa l’assessora.
Il censimento è stato avviato su indirizzo del sindaco Giovanni Legnini e servirà anche a individuare le case da recuperare con i finanziamenti del Piano Casa governativo. Il programma nazionale punta a riqualificare circa 60mila alloggi popolari inutilizzati per carenze manutentive. «Avere una fotografia reale, trasparente e documentata del nostro patrimonio ci consentirà di accedere alle risorse ed ai fondi governativi straordinari dedicati al recupero dell’edilizia pubblica», afferma Di Falco.
A inizio settembre il Comune aveva indicato venti appartamenti vuoti da verificare, prima di definire l’elenco degli immobili da candidare. Per le palazzine da riqualificare è previsto anche un piano di mobilità degli assegnatari. In via degli Ernici c’è già un precedente. Il 27 agosto la polizia locale aveva eseguito il sequestro preventivo di un appartamento comunale occupato abusivamente, disposto dal gip su richiesta della procura. Nell’abitazione erano state trovate due persone, prese in carico dai servizi sociali. L’alloggio richiedeva lavori. Per assegnarlo di nuovo, avevano spiegato Di Falco e l’assessore Marco Femminella, bisognava completare gli adempimenti giudiziari, riottenere la disponibilità dell’immobile e metterlo in sicurezza.
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