Case popolari, spunta un’altra gaffe

14 Ottobre 2014

El Zohbi scopre l’errore del modulo per i fondi: occhio, il cittadino rischia il falso

CHIETI. Non solo la graduatoria per l’affidamento di case parcheggio redatta di recente ma anche la modulistica propedeutica all’ottenimento del contributo per l’emergenza abitativa rilasciata dall’Ufficio politiche della casa è sbagliata. La denuncia arriva ancora una volta da Bassam El Zohbi, capogruppo dell’Idv, principale accusatore delle pratiche utilizzate dal settore politiche della casa. Dopo aver chiesto, in autotutela per l’ente, l’annullamento anche della seconda graduatoria stilata dall’ufficio politiche della casa per l’assegnazione degli alloggi che rientrano nell’emergenza abitativa, El Zohbi parla di un altro «ennesimo scivolone», del Comune. Che, a detta del capogruppo dell’Idv, ha inviato alle famiglie un modello precompilato di “Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà”, ovvero una sorta di autocertificazione in cui si chiede al cittadino di dichiarare di “essere a conoscenza di quanto previsto dalla delibera di consiglio comunale numero 139 del 29 dicembre 2012 e di conservare i requisiti richiesti dalla medesima per il contributo di emergenza abitativa”.

In due parole all’utente si richiede di conoscere un regolamento di stretta competenza dell’Ufficio politiche della casa. «Un cittadino che va a dichiarare ad occhi chiusi un qualcosa del genere rischia», avverte El Zohbi, «di dichiarare il falso in quanto lo stesso regolamento prevede che annualmente i parametri possano essere modificati dalla giunta municipale, tra le altre cose, sia per il limite Isee per l’accesso a detto fondo, sia per la somma da erogare». Per questo El Zohbi esorta i teatini a non compilare l’autocertificazione inviata dal Comune. «È l’ufficio che deve verificare se la famiglia che ha presentato domanda ha i requisiti previsti dal regolamento e non il contrario. Chiedo», attacca El Zohbi, «l’annullamento di dette autocertificazioni e invito l’ufficio politiche della casa a fare il proprio dovere».

Jari Orsini

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