Case popolari, è caos in Comune: «Ritardi e ufficio senza personale»

15 Maggio 2021

La rabbia dei cittadini: «Da anni attendiamo risposte, adesso non sappiamo neanche con chi parlare» Forza Chieti porta il caso in consiglio: «Sono ormai evidenti i problemi di funzionamento del settore»

CHIETI. Minacce di sfratto per morosità, Ufficio casa sguarnito, senza personale con cui parlare, e persone abbandonate a se stesse in attesa di poter avere un alloggio. Settore case popolari nel caos al Comune con una serie di proteste a raffica che arrivano anche in consiglio comunale. Si muove sia la minoranza, con Maurizio Costa (Forza Chieti) che presenta un’interrogazione, sia la maggioranza, con il Partito democratico che promette interessamento su un caso, quello di Joele De Michele, che ha avuto parecchia eco sui social network.
Da una parte c’è l’amministrazione comunale ha bisogno di incassare e decide di utilizzare il pugno duro nei confronti degli inquilini morosi. Con 78 milioni di passivo, l’assessore alle finanze Tiziana Della Penna ha chiesto una lotta agli sprechi senza quartiere. Soprattutto a causa del fatto che le ditte che si occupano della manutenzione delle case popolari hanno richiesto al Comune il pagamento per i lavori fatti. Nei giorni scorsi è partita una lettera destinata a tutti gli inquilini morosi che minaccia lo sfratto se non viene saldato il dovuto. «Il Comune, in qualità di proprietario dell’immobile», si legge nelle lettere inviate agli assegnatari, «chiamato a farsi carico del debito, intende rivalersi verso gli inquilini. Al riguardo si ricorda che il mancato pagamento delle quote condominiali, al pari del mancato pagamento dei canoni di locazione, può costituire causa di risoluzione del contratto e il conseguente sfratto per morosità». Sono circa 300 gli alloggi popolari del Comune e moltissimi sono gli inquilini che, fosse anche in piccola parte, non sono in regola. In tanti si sono recati all’Ufficio casa del Comune, ma nessuno è riuscito a parlare con qualcuno. Ed è quello che è successo anche a Marcello Orsini che attende da tempo di entrare almeno in una cosiddetta casa-parcheggio, un alloggio, cioè, di emergenza abitativa. «Aspetto da tre anni una casa popolare», dice Orsini, «ho una moglie e due figli piccoli. Mi avevano detto che la casa per me c’era, poi però a un certo punto all’Ufficio casa non ho trovato più nessuno. Non si riesce a capire neanche con chi parlare». Proprio sui problemi di funzionamento dell’Ufficio casa il capogruppo di Forza Chieti Costa ha preparato un’interrogazione in consiglio comunale: «Voglio sapere perché hanno lasciato un settore così importante, come quello delle case popolari, senza nessuno», dice il consigliere, «hanno tolto il funzionario che c’era, per spostarlo all’Urp, e ora chiunque va non riesce a parlare con nessuno. Con il nuovo Dpcm è imminente la scadenza del blocco degli sfratti e l’Ufficio casa non ha neanche provveduto a pubblicare i bandi né per l’emergenza abitativa né per le normali case popolari. Eppure siamo in pandemia, non c’è lavoro, si fa sempre più fatica anche a pagare un affitto bassissimo».