Caserma Bucciante, il progetto si sdoppia

22 Maggio 2016

L’Agenzia del demanio scrive una lettera ai suoi compagni di viaggio per rivendicare autonomia sul piano operativo

CHIETI. “Autonomia progettuale”. Si consuma in queste due semplici parole dal sapore tecnico lo strappo tra l’Agenzia del demanio, da una parte, e tutti gli altri enti che stanno lavorando alla realizzazione della “cittadella della cultura” nella ex caserma Bucciante.

A sancire l’autonomia progettuale, e dunque la volontà di procedere da soli nel percorso di rifunzionalizzazione dell’ex caserma, è una lettera a firma del direttore regionale dell’Agenzia del demanio, Edoardo Maggini. La missiva è stata inviata al Comune, alla Provincia, alla Regione Abruzzo, all’università d’Annunzio e alla Prefettura, vale a dire a tutti gli enti interessati a trasformare l’ex sede dell’ospedale militare in un polo culturale all’interno della villa comunale teatina. Chiuso nel 2013, l’ex ospedale militare è entrato a far parte del “Piano di razionalizzazione delle sedi delle amministrazioni statali di Chieti, un progetto pilota volto ad abbattere i costi a carico dello Stato per gli affitti degli uffici statali periferici e la riorganizzazione di funzioni e servizi attraverso il recupero di immobili militari dismessi di proprietà demaniale.

Il programma è stato sottoscritto il 30 marzo del 2015 e, oltre alla Bucciante, l’altra caserma chiusa che fa parte del progetto pilota è la Berardi, ex sede del 123° Reggimento Chieti. La caserma Berardi, con i suoi oltre 22 mila metri quadrati, diventerà una sorta di “cittadella amministrativa”, la Bucciante, ospitata in un ex convento, sarà invece destinata ad accogliere all’interno dei suoi oltre 10 mila metri quadrati la biblioteca provinciale “De Meis” (che verrà sistemata nell’edificio in corrispondenza dell’entrata principale con uno spazio a disposizione di 1.500 metri quadrati), strutture dell’ateneo d’Annunzio, tra cui anche un museo universitario (su uno spazio di 5.140 metri quadrati), e l’Archivio di stato (3.500 metri quadrati) la cui sede è di pertinenza dell’Agenzia del demanio. Ed è proprio in relazione all’Archivio che l’ente decide di procedere da solo.

«L’Agenzia», si legge nella lettera, «dopo aver constatato che il termine fissato per l’inizio delle attività di progettazione non era stato rispettato, ha ritenuto indispensabile procedere alla sottoscrizione di una convenzione con il Provveditorato per la progettazione preliminare dei lavori al fine di scongiurare qualsiasi rischio di perenzione dei fondi stanziati dall’Agenzia, già presenti sul capitolo di bilancio dello Stato e pertanto immediatamente disponibili, nonché di rispettare le tempistiche previste per l’ottenimento dei risparmi da locazione passiva per lo Stato derivanti dalla ricollocazione dell’Archivio di Stato di Chieti».

E dunque, il progetto si sdoppia. L’iter per la realizzazione delle opere stava accumulando qualche ritardo di troppo e l’Agenzia del demanio, che invece i soldi li ha già pronti, ha deciso di salutare senza convenevoli i compagni di viaggio e procedere da sola, preferendo non correre il rischio di perdere i fondi già stanziati. La notizia arriva a pochi giorni dall’ufficializzazione dei fondi del Masterplan destinati a Chieti, parte dei quali sono riservati proprio alla Bucciante. Cosa che però, evidentemente, non ha rassicurato l’Agenzia del demanio. La Prefettura ha intenzione di convocare subito un incontro per vedere il da farsi.