Cassa integrazione per 4mila lavoratori

3 Ottobre 2020

Tra marzo e aprile 4 imprese su 10 hanno dimezzato il valore del fatturato. AssoVasto: situazione ancora troppo incerta

VASTO . In piena emergenza coronavirus, tra marzo e aprile, oltre 4 imprese su 10 hanno visto dimezzare il valore del loro fatturato. Oltre la metà (il 51,5%, con un’occupazione pari al 37,8% del totale) prevede ancora una mancanza di liquidità per far fronte alle spese che si presenteranno alla fine del 2020. Il Vastese ha risentito e risente pesantemente della crisi economica che ha colpito il sistema produttivo a seguito dell’emergenza Covid-19. A confermarlo sono il presidente Marcello Dassori e il direttore Giuseppe La Rana di AssoVasto, l’associazione che raggruppa 109 imprese del territorio. Provvidenziale è stata la cassa integrazione. Su un totale di circa 6mila lavoratori ben 4mila sono stati messi in Cig.
«Il 60% delle aziende ha dovuto fermare l’attività», spiega La Rana. «Dall’inizio della pandemia le settimane di cassa integrazione sono state 18. La situazione sarà peggiore quando gli ammortizzatori sociali finiranno, per questo gli imprenditori chiedono di prolungare la cassa integrazione. La situazione è ancora troppo incerta e le imprese devono avere tempo per riorganizzarsi».
La Rana e Dassori si recano spesso a Bruxelles per mantenere alta l’attenzione ma al tempo stesso individuare la panacea per un settore che attraversa un momento delicatissimo. Il Covid ha bloccato la produzione di tante aziende locali provocando un effetto domino sull’economia del territorio. Gli ammortizzatori sociali sono stati di grande aiuto anche alla Pilkington e alla Denso. Una volta terminata l’emergenza, le imprese hanno dovuto rivedere anche gli spazi lavorativi ed adottare tutte le misure di sicurezza per garantire il distanziamento. I segnali di ripresa ci sono ma i nuovi contagi fanno paura e sul futuro pesa l’incertezza delle regole. Guai se si rendesse necessario un secondo lockdown. «Per molte attività sarebbe la fine», dice La Rana. L’industria del Vastese confida nel Recovery fund. «Duecento milioni possono aiutare parecchio purché siano spesi bene», dice il direttore di AssoVasto. «Se ripartono le grandi opere per le imprese ci saranno nuove opportunità. Le aziende vogliono lavoro e vogliono dare lavoro. Il nostro territorio è legato particolarmente all’automotive. I due colossi di San Salvo, Pilkington e Denso, sono collegati all’automotive e così pure l'indotto».
I sindacati della Denso confidano in nuovi investimenti per la produzione a San Salvo del motore elettrico, ma la concorrenza dei Paesi europei è spietata.