Cassarino e Giannini assessori, il vicesindaco su tutte le furie

Ferrara ricompone la giunta, De Cesare: «Mancanza di rispetto e per il Sociale scelta inadeguata» Un avvocato lavorista gestirà le Partecipate, il posto della Maretti va alla consigliera di sinistra
CHIETI. Massimo Cassarino e Alberta Giannini sono i due assessori che il sindaco Diego Ferrara ha scelto per ricomporre la sua giunta. Ieri in Comune il primo cittadino ha consegnato le deleghe, ma il polo civico passa subito all’attacco perché «non siamo stati informati delle nomine: è una mancanza di rispetto per le persone e per i ruoli», dice il vicesindaco Paolo De Cesare al termine di una riunione con i consiglieri del polo civico che hanno reputato inadeguata la scelta di Giannini in quanto non rispecchia i criteri «di alto profilo e indubbia capacità e competenza» indicati da Liberi a sinistra. L’assessore Giannini, già consigliera del gruppo La sinistra con Diego, ex dipendente comunale, rappresentante sindacale della Cgil assume le deleghe a Politiche sociali e assistenziali, Segretariato sociale, Politiche per la famiglia, Centri sociali e cittadini extracomunitari, Servizi cimiteriali, Politiche della casa e Rapporti con il consiglio comunale e gruppi consiliari. Cassarino, avvocato lavorista, ex responsabile dell’ufficio legale interprovinciale Inps Pescara-Chieti, cultore di diritto privato dell’economia alla d’Annunzio, pensionato e teatino naturalizzato da oltre trent’anni, prende le deleghe agli Affari generali, Affari legali, Personale e rapporti con gli organismi sindacali e Partecipate.
LA RABBIA DEL POLO CIVICO «Non condividiamo le scelte del sindaco sulle modalità di nomina perché sono state fatte senza un’informazione preventiva e senza concordarle con il vicesindaco», commenta Vincenzo Ginefra, capogruppo del polo. Al vicesindaco De Cesare non va giù il comportamento del sindaco. «È una mancanza di rispetto per le persone e per i ruoli: sono il vicesindaco e non sono stato informato delle nomine», dice il leader del polo, «non è corretto sapere queste cose dalla stampa. Sono metodi dispotici che non rispecchiano i rituali della politica». La nomina di Giannini accende lo scontro tra sindaco e vice. «La nomina del sostituto di Maretti doveva seguire il criterio indicato da Liberi a sinistra che aveva fornito un’indicazione ben precisa: una persona di alto profilo e competenza», ricorda De Cesare, «ora, senza nulla togliere alla persona in questione, non capiamo il criterio politico che ha portato alla nomina di Giannini. Sembra una scelta d’impulso: è un criterio che non rispecchia l’alto spessore che il gruppo aveva dato». Nei giorni scorsi anche il vicesindaco era stato convocato da Ferrara per le consultazioni degli assessori. «Nel confronto che abbiamo avuto con il sindaco aveva fatto menzione di altro tipo di scelte», aggiunge De Cesare.
DI GIOVANNI ESCLUSOCompetenza, spirito di squadra e inclusività sono i criteri che Ferrara dice di aver usato per individuare i nuovi assessori. «Cassarino è un nome che ho scelto in autonomia», svela il sindaco, «con lui ho voluto alzare il tiro. È una persona senza tessere di partito, ben voluto da tutti e non ha nemici. Giannini è una donna di grande esperienza lavorativa e sindacale e cerca sempre il compromesso, come giusto che sia in politica. Mi piace circondarmi da donne in politica perché reputo che hanno una concretezza che gli uomini non hanno». L’ufficialità dei due nomi taglia fuori Filippo Di Giovanni, consigliere del Pd, su cui i pentastellati avevano sollevato obiezioni. «Era tra le mie scelte», spiega il sindaco, «la sua esclusione non è un fatto personale. Ho dovuto considerare anche che la terza caratteristica che ho usato per scegliere gli assessori, l’inclusività, veniva suo malgrado non rispettata». L’assenza in consiglio di Di Giovanni il giorno dell’approvazione della delibera salva Teateservizi ha inciso non poco sulla scelta. «Ha radicalizzato la divisività nei confronti del mondo del centrosinistra», taglia corto Ferrara.
L’EREDE DI RAIMONDI Stretto amico dell’ex assessore Enrico Raimondi, per Cassarino «è un po’ come il primo giorno di scuola», dice, «sono salito su un treno in corsa, ma accetto volentieri la sfida». Tra le questioni da affrontare per l’avvocato, il più complicato rimane quello di Teateservizi. «La situazione è complessa», spiega l’assessore, «c’è un giudice molto competente che vigilia su tutto e un professionista quale Luca Di Iorio che sta monitorando e studiando le carte». Il prossimo 23 gennaio c’è l’appuntamento in tribunale per l’esito della società. «Se passa il concordato il Comune ha le mani legate. Un fallimento o una esternalizzazione sarebbe come un suicidio per il Comune», dice il nuovo assessore, che auspica «spirito di squadra, anche con l’opposizione, per il bene della collettività».
LE SFIDE PER GIANNINI Riorganizzazione del cimitero, parità di genere e aiuti al sociale sono le priorità per Giannini (al suo posto entra in consiglio il primo dei non eletti Domenico Bucciarelli, ndr), che vuole portare avanti il lavoro dell’ex assessore Mara Maretti. «Il sociale è un mondo che mi appartiene», dice Giannini, «vengo da una famiglia che è nata nel quartiere più popoloso di Chieti, Santa Maria. Continuerò a sostenere i cittadini attraverso il Pis; in collaborazione con l’assessore Zappalorto voglio dare aiuti concreti alle donne per violenze e disagi familiari. Uno dei miei punti programmati nell’immediato è il passaggio del cimitero alla Chieti Solidale e portare avanti la costruzione del nuovo a Santa Filomena. Poi collaborerò con il consigliere Paci sulle iniziative legate all’immigrazione».
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