Casseforti sventrate nelle case: caccia alla banda di ladri acrobati

L’ultimo colpo a segno in via Palena, allo Scalo: i malviventi si sono arrampicati fino al terzo piano Sparito anche un orologio del valore di 5mila euro, i sospetti su un gruppo criminale dell’Est Europa
CHIETI. Entrano dalle finestre, su come gatti, approfittando del buio della sera. Una volta dentro le case, sventrano le casseforti con la mola e fuggono con soldi e gioielli. Sono i ladri acrobati che hanno colpito, negli ultimi giorni, a Chieti e dintorni. Una banda rapida, determinata, organizzatissima. L’ultimo furto con questo copione è stato messo a segno sabato sera allo Scalo, in via Palena, non lontano dalla stazione ferroviaria. In questo caso, i malviventi sono stati capaci di arrampicarsi, attraverso i tubi del gas, fino al terzo piano di una palazzina. Dopo aver sfondato il vetro di una finestra, hanno puntato immediatamente la camera da letto e la cassaforte a muro. Nell’appartamento non c’era nessuno. Ma, per timore che i proprietari potessero tornare all’improvviso, i ladri hanno azionato il gancio della porta d’ingresso, un modo per impedire l’accesso a chiunque avesse tentato di aprirla anche con le chiavi. Così, in tutta tranquillità, la gang ha portato a termine il suo piano criminale: aperto il forziere con una smerigliatrice, è stato un gioco da ragazzi impossessarsi di gioielli e anche di un orologio del valore di almeno 5mila euro. A quel punto, i ladri sono scappati, facendo perdere le loro tracce.
Verso le undici di sera, dopo aver provato inutilmente a rientrare, il padrone di casa ha telefonato al 113. Sul posto si sono precipitati i poliziotti della squadra volante. Entrati nell’abitazione, agenti e proprietario hanno notato subito che qualcosa non andava, il solito disordine che denuncia la visita dei topi d’appartamento. Il sopralluogo è scattato immediatamente, ma di tracce utili alle indagini ce n’erano ben poche. Ascoltati anche i vicini, ma nessuno aveva sentito rumori strani. Un colpo da professionisti del crimine, insomma. La modalità del raid è quella tipica delle bande provenienti dall’Est Europa: ladri in grado di arrampicarsi sulle facciate delle palazzine, di eludere gli allarmi e di razziare bottini da migliaia di euro.
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