Castaldi: «Con Amazon 3.150 assunzioni»

San Salvo. Ora il sottosegretario conferma: «Il colosso è interessato a investire anche in Abruzzo»
SAN SALVO. «Amazon è interessata a potenziare la sua presenza sulla dorsale Adriatica del nostro Paese, e quindi anche in Abruzzo in forme differenziate di tipologie di investimento». Il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, Gianluca Castaldi, torna a parlare della vendita dell’autoporto di San Salvo da parte dell’Arap e della proposta di acquisto della Engineering K2. «Ho avuto modo, partecipando insieme alla sottosegretaria Puglisi all’inaugurazione del Centro di distribuzione di Colleferro di Amazon, il più grande, al momento in Italia, di approfondire ulteriormente alcune modalità operative di agire da parte di Amazon, correlate anche alla discussa vendita dell’ex autoporto di San Salvo», afferma Castaldi, «le mie perplessità rispetto alla modalità di vendita rimangono, ma questo non mi ha impedito di comprendere attraverso un duplice e veloce confronto sia con Amazon che con Engineering K2 SpA alcune questioni. In particolare mi è stato confermato l’impatto indicato nell’offerta di acquisizione (3.150 persone a regime, cioè fra due anni), nonché la necessità di avere certezze sui tempi, considerato che il tempo di realizzazione di una struttura logistica sulla superficie acquisita è di 18 mesi. Alla luce degli incontri avvenuti mi sento di dire che se ne è parlato abbastanza, ora è il momento di qualche breve silenzio e di azioni concrete». Sull’argomento è tornata anche l’amministrazione comunale di San Salvo guidata da Tiziana Magnacca. «Gli investimenti produttivi sul territorio abruzzese vanno sempre auspicati», si legge in una nota, «abbiamo apprezzato i toni e la difesa del territorio da parte del sindaco di Fossacesia. È un dovere di ogni comunità amministrativa locale, cosi come lo è per l'amministrazione di San Salvo, difendere San Salvo e il Vastese. Tuttavia temiamo che lo scontro fra territori abruzzesi non sia più nell'agenda di chi deve investire. Non è neppure molto difficile capire che lo scontro non sia fra il Sangro e il Trigno. Lo scontro è oramai fra l’Abruzzo ed altre regioni confinanti. Quindi riteniamo che, vista la fase avanzata delle procedure che investono il territorio di San Salvo e la cantierabilità dell’investimento, non rimanga che la scelta fra questo sito e quello di altre regioni, già pronte per procedure e disponibilità di luoghi, ad offrire una alternativa altrettanto valida». L’invito è ad «abbassare i toni e ripristinare un clima di serenità e di lucidità».

