Castello e teatro non tirano più Nozze civili nelle ville private

Ortona. Il Comune cerca nuovi luoghi dove celebrare i matrimoni fuori dalle sedi istituzionali Avviso per i proprietari di palazzi, giardini e parchi con particolare valenza artistica e paesaggistica
ORTONA. Le attuali “case comunali” qualificate alla celebrazione dei matrimoni civili non soddisfano più tutte le coppie in procinto di sposarsi. E così il Comune di Ortona le accontenta cercando nuovi luoghi che possano ospitare questi importanti avvenimenti. Considerate le numerose richieste inerenti la celebrazione del rito civile da tenersi in sedi diverse da quelle attualmente idonee a tale scopo, l’amministrazione ha avviato le procedure che porteranno all’individuazione di altri locali di proprietà privata presso i quali istituire una sede distaccata dell’Ufficio di stato civile al fine di celebrarvi matrimoni civili.
È stato quindi redatto un avviso pubblico che si rivolge a quanti sono proprietari o gestori di edifici o strutture ricettive, dotate di eventuali aree di pertinenza funzionale come giardini, parchi, aree verdi o spiagge aperte al pubblico e situati in zone che per il loro aspetto storico, architettonico, artistico e paesaggistico-ambientale vanno a costituire un valore aggiunto alla celebrazione del matrimonio. Questo stesso avviso, che è parte integrante di una fresca delibera di giunta indicante le modalità con cui individuare gli appositi locali, ha carattere esplorativo con le finalità di acquisire la disponibilità di luoghi privati. Rimane tuttavia in mano al Comune la decisione di istituirvi sedi separate dell’Ufficio di stato civile per celebrare al loro interno i matrimoni.
Presto, quindi, le coppie potranno dirsi sì in nuove strutture, diverse da quelle che attualmente godono della qualificazione di “case comunali” come la Pinacoteca Cascella nel Palazzo Farnese, la Sala musica di Palazzo Corvo, la Sala Rotary nell’ex convento Sant’Anna, il Teatro Tosti e il Castello Aragonese, oltre che la sala consiliare, l’Ufficio del sindaco e l’Ufficio di stato civile presso i Servizi Demografici.
I privati possono presentare una manifestazione di interesse alla concessione in comodato gratuito per il Comune di locali o spazi idonei alla celebrazione dei matrimoni per la durata di cinque anni. Solo a determinate condizioni però: tra questi il fatto che la stessa concessione in comodato e l’istituzione di separati Uffici di stato civile non dovrà comportare spese per l’amministrazione comunale e non consentirà ai comodanti l’acquisizione di alcun tipo di diritto, né in ordine alla percezione di un corrispettivo da parte di chi sta per sposarsi né sotto il profilo di imposizione di eventuali servizi aggiuntivi collegati. Inoltre i locali dovranno avere una superficie minima di 25 metri quadrati ed essere arredati in modo confacente allo svolgimento del rito con un tavolo di almeno 80x150 cm, una sedia per l’Ufficiale di stato civile, due sedie per lo sposo e la sposa e due sedie per i testimoni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

