Castiglione e Marchegiano a confronto

13 Giugno 2017

Verso il ballottaggio, i due candidati sono appoggiati da liste civiche. Anche se entrambi hanno avuto un passato nei partiti

ORTONA. È stato il più votato in questo primo turno, ma non può essere considerato una sorpresa. Leo Castiglione era tra i favoriti alla vigilia del ritorno alle urne per Ortona, un nome sul quale molti scommettevano come uno dei due che avrebbe ottenuto il pass per il ballottaggio del prossimo 25 giugno (sulla necessità del secondo turno per ufficializzare il nuovo sindaco non c’erano praticamente dubbi). La forza e la solidità della sua persona e della squadra che lo sostiene si sono palesate nella lunga maratona elettorale partita domenica notte e proseguita fino a ieri. Sostenuto da tre liste civiche, Leo Castiglione ha ottenuto 3.239 voti, pari al 24,44% delle preferenze. Nessuno tra i sette aspiranti primi cittadini ha fatto meglio di lui, battendo anche il giovane Giorgio Marchegiano, con il quale ha dato vita ad un testa a testa avvincente fino all’ultimo voto. Saranno loro due, dunque, a contendersi lo “scettro” il 25 giugno. Tornando nello specifico ai risultati di Castiglione, positivo è stato anche l’apprezzamento della comunità per le sue liste, tutte di estrazione civica. “Il Comune delle Idee”, come si legge dai numeri riportati sul sito del ministero dell’Interno, ha conquistato 1.420 voti, ovvero l’11,38% delle preferenze. Non solo è la lista più votata della coalizione a sostegno di Castiglione, ma lo è in assoluto tra le diciannove squadre in appoggio ai sette candidati sindaci. Gli altri due gruppi della sua coalizione, “Cittadini consapevoli” e “L’alternativa c’è” hanno riportato invece il 9,99% e l’1,76%. «L’esito positivo di questa tornata elettorale era nelle nostre aspettative, ma non di questa entità» è il commento dello stesso Castiglione rilasciato ieri mattina, dopo una notte insonne. «Mi rende felice, e lo sono anche per i candidati consiglieri comunali che si sono spesi tanto in questa campagna elettorale a far capire alla città la nostra nuova idea di amministrazione. A differenza degli altri candidati sindaci che si sono presentati a queste elezioni io posso vantare una vera squadra, che ha iniziato un progetto più di un anno fa e che lo porterà a termine nei prossimi cinque anni. La chiave di questo successo credo sia dovuto innanzitutto al mio modo di essere e al mio modo di fare politica. Credo che abbia funzionato il connubio tra esperienza e novità che abbiamo proposto: il rinnovamento passa attraverso nuove idee, una nuova progettualità, ma anche attraverso il rinnovamento delle persone. E credo di poter essere l’unico a poter vantare, tra i miei 48 candidati, una sola persona, il dottor Vincenzo Polidori, come il solo che ha già avuto una esperienza amministrativa». Poi aggiunge: «Siamo pronti ad amministrare la città, perché conosciamo le criticità, conosciamo le soluzioni, e questo lo abbiamo calato nel nostro programma. Quest’ultimo è molto semplice, realistico: riparte dall’ordinario, riparte dal dire “no” al deposito gpl in modo definitivo, tanto che se eletto revocherò la delibera di giunta del 28 febbraio 2014, riparte dalla difesa dell’ospedale». Infine sugli eventuali apparentamenti, il candidato sindaco è esplicito: «Non ne faremo, perché perderemmo la nostra credibilità».

 

 Si è sempre detto fiducioso, anche quando quelle che potevano essere le coalizioni “corazzate”, sostenute da partiti di centrodestra e centrosinistra, sembravano potessero spuntarla e conquistare un posto al ballottaggio. E invece Giorgio Marchegiano è stato premiato dalla città, a discapito degli stessi partiti: lui, che in passato ha fatto parte del Pd, si è messo alle spalle Rinaldo Veri, l’ammiraglio sostenuto proprio dal Partito democratico, e ha lottato con Leo Castiglione per arrivare al secondo turno da candidato più votato nella prima tornata. Ha ottenuto 3.079 preferenze, che trasformate in dato percentuale fanno il 23,33%. Un dato sorprendente, che nemmeno lui si aspettava, come d’altronde ha rivelato ieri mattina: «Abbiamo preso più voti di quelli che immaginavamo», ha dichiarato apertamente. È sostenuto da quattro liste l’aspirante primo cittadino: Ortona Cambia, Abruzzo Civico, Ortona Democratica, Il Faro, che hanno riportato rispettivamente il 9,72%, il 5,12%, il 2,14% ed il 3,44% delle preferenze. La “squadra dei giovani”, quella di Ortona Cambia, composta da sedici candidati con età media di 31 anni, è risultata essere la più votata della propria coalizione. Nella sede elettorale di corso Vittorio Emanuele, i candidati delle quattro liste in appoggio a Marchegiano hanno seguito l’andamento dello scrutinio fornendo anche un valido contributo alla causa di chi voleva essere costantemente informato sull’andamento. Attraverso un sistema informativo sono stati forniti, infatti, aggiornamenti in tempo reale su come procedesse la conta delle schede, dando modo a chi si trovava a casa, di seguire il tutto attraverso un sito internet e, a chi si fosse recato in sede, di vedere proiettati su uno schermo i numeri parziali. Il day after di Marchegiano è stato invece adrenalinico: «Si è trattato di un grandissimo successo della nostra coalizione, noi ci attendevamo un buon risultato perché in questi mesi abbiamo girato la città e ci siamo resi conto che c’era un fortissimo desiderio di innovazione, di cambiamento, di innescare un meccanismo di rinnovamento della classe amministrativa ortonese», ha commentato. «È un risultato che ci gratifica, che ci riempie di un senso di responsabilità che non vogliamo affatto deludere. Per cui continueremo con la linea che abbiamo sempre portato avanti, ossia “no agli apparentamenti e mettere al centro le competenze”. Pertanto confermiamo che il vicesindaco ed i vari assessori saranno tutte persone specializzate nei settori di cui andranno ad occuparsi all’interno dell’amministrazione comunale. La chiave? Credo sia stata quella di essere più chiari degli altri, dicendo da subito che non avremmo fatto apparentamenti, indicando la squadra di governo e facendo una campagna elettorale sobria». Cosa si aspetta ora Marchegiano? «Un successo», risponde, «perché adesso il quadro è chiaro. Ci sono due ipotesi diverse: una di forte discontinuità rispetto al passato, che è la nostra, l’altra che basa molte delle chance di vittoria sul valore dell’esperienza amministrativa. A nostro parere la città ha bisogno di uno scatto in avanti e non di una prosecuzione di parte del passato».