Castiglione guarda avanti: «Con me la città crescerà»

28 Giugno 2022

Il riconfermato sindaco: «Gli elettori hanno bocciato l’accordo tra i miei sfidanti Ora penso alla giunta. Cosa va migliorato? Il rapporto tra istituzioni e cittadino»  

ORTONA . Il giorno dopo la rielezione a sindaco al termine di una lunga e adrenalinica campagna elettorale, Leo Castiglione si gode 24 ore di meritato riposo. Quello di ieri è stato un lunedì dedicato alla famiglia, sempre al suo fianco in queste settimane frenetiche, fatte di appuntamenti e comizi. Ma il pensiero del primo cittadino non può non andare alla sfida all’ultimo voto con Ilario Cocciola, l’ex presidente del consiglio comunale nell’amministrazione di centrosinistra che si è apparentato con il centrodestra di Angelo Di Nardo in vista del ballottaggio. Alla fine la forbice tra i due candidati a sindaco è stata risicata, di appena 247 voti.
Sindaco, quanta felicità c’è per questa affermazione?
«La soddisfazione è quella di avere firmato un “contratto” con i cittadini per altri cinque anni, continueremo a lavorare come stiamo facendo. Ho puntato molto sulla continuità e la governabilità. La vittoria dell’altra coalizione, che aveva come suo unico intento quello di battere Castiglione, senza avere un programma condiviso e forte in grado di fare breccia tra i cittadini, avrebbe significato far compiere un passo indietro alla città. Con noi, invece, continua quel percorso di crescita che abbiamo iniziato cinque anni fa».
Detto questo, si aspettava di vincere dopo l’apparentamento tra il suo sfidante Cocciola e Di Nardo?
«Dal primo momento ho pensato che il loro accordo fosse un boomerang. Tre o quattro persone non possono cambiare il pensiero dei cittadini che credono in certi valori. In quella coalizione c’era un’accozzaglia di ideali da sempre contrapposti. Non esistevano le basi per un discorso di crescita, credo che gli ortonesi abbiano fatto una seria riflessione e il risultato è arrivato di conseguenza».
Ora c’è una giunta da comporre. Ha già pensato alla squadra?
«Mi sono preso un giorno di riposo, oggi (ieri per chi legge ndr) non voglio pensarci. Quel che posso dire è che sarà la sintesi del risultato elettorale avuto e dei profili di cui avrò bisogno».
Quali sono i primi passi che compierà la nuova amministrazione?
«Porteremo in adozione il piano demaniale marittimo e chiuderemo l’iter per la progettazione dei cinque milioni per le tre strutture storico-culturali, che sono Palazzo Corvo, convento Sant’Anna e Palazzo Farnese. Nel frattempo andiamo avanti con i lavori già avviati e subito dopo l’estate partirà il dragaggio del porto, altro successo storico dell’amministrazione uscente. Sono contento perché tornerò subito a salire in Comune per lavorare, senza perdere un minuto di tempo».
C’è qualcosa del primo mandato di cui si pente o su cui ritiene di dover migliorare?
«Il rapporto tra le istituzioni e il cittadino. Il dato negativo della campagna elettorale è stato l’astensionismo: gli ortonesi devono capire che c’è la necessità di tornare ad essere protagonisti, nel rispetto dei ruoli tra cittadinanza e istituzioni. È un aspetto che va migliorato, la città non deve essere divisa e mi auguro che quanto successo in questa stessa campagna elettorale sia cancellato. Sarò il sindaco di tutti e non solo di chi mi ha votato. Anzi lo sarò soprattutto di chi non ha espresso una preferenza per me, mi troverà disponibile come è sempre successo in questi cinque anni».
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