Castiglione: ho vinto per le idee nuove

Intervista al neo sindaco. Al primo posto tutela dell’ospedale e no al gpl al porto, poi il rilancio della città già con l’estate
ORTONA. La mattina dopo il trionfo per Leo Castiglione è il momento di iniziare a pensare al suo mandato. Ieri il neo sindaco di Ortona, dopo i festeggiamenti della notte per la vittoria al ballottaggio contro il giovane Giorgio Marchegiano, è salito in Comune per acquisire informazioni di suo interesse. Venerdì è prevista la proclamazione ufficiale, ma il nuovo primo cittadino ha iniziato subito a lavorare, già proiettato in questo quinquennio amministrativo nel corso del quale spera di rilanciare la città.
Castiglione, quale è stata la prima cosa a cui ha pensato dopo aver capito di essere il nuovo sindaco di Ortona?
«Ho pensato che dovrò mettermi subito a lavoro, la città ha premiato il nostro programma, il lavoro di squadra, e che ha visto in noi il vero rinnovamento. Abbiamo realizzato il nostro sogno, quello di far passare un messaggio nuovo tra i cittadini. Ognuno di loro si è sentito appartenente, attivo nel nostro movimento e per il programma elettorale. La più grande soddisfazione è di essere riuscito a far passare questo messaggio».
Secondo lei quale è stata la chiave del successo?
«La chiave del successo è stata quella di aver avuto un’idea nuova, di averla progettata e realizzata con il primo step, che è quello di poterla attuare andando ad amministrare la città. Adesso la scommessa sarà per i prossimi cinque anni, in cui dovremo dimostrare alla popolazione che quel progetto è credibile».
Quali saranno i primi interventi che metterà in atto da nuovo primo cittadino?
«Come ho sempre detto le questioni legate alla salvaguardia dell’ospedale ed il no al deposito gpl rappresenteranno due prerogative. Inoltre stiamo già programmando un piano di intervento per la pulizia delle spiagge, per la riqualificazione dei fiumi e per il decoro urbano, al fine di presentare una città appetibile ai visitatori e ai turisti quando ormai siamo già nella stagione estiva. Cercheremo anche di essere incisivi per il cartellone degli eventi estivi».
Che sindaco sarà Leo Castiglione?
«Sarò un sindaco aperto, che non calerà le barricate, che ascolterà innanzitutto i cittadini e poi i consiglieri. Con loro cercherò di instaurare un modo nuovo di amministrare, per cui ognuno si sentirà partecipe. Non starò a guardare la provenienza delle istanze che verranno portate in consiglio ma solo la loro bontà, nell’interesse della città».
In campagna elettorale si è parlato molto della composizione della giunta comunale. Quando verrà annunciata e cosa può anticiparci?
«La giunta sarà frutto di una sintesi che faremo nella squadra e penso che all’inizio della prossima settimana verrà presentata».
La bassa affluenza alle urne ha caratterizzato questo secondo turno. Si aspettava tanto astensionismo e come se lo spiega?
«Nel 2012 il dato sull’affluenza al ballottaggio fu del 54,92%. Stavolta la percentuale dei votanti è diminuita ancora di più (è stata del 50,89% ndc). Hanno inciso anche la bella giornata e il caldo, però questa è l’ennesima dimostrazione che il partito più numeroso è sempre quello degli astensionisti. Il mio impegno oltre a realizzare le opere del programma elettorale, mirerà a riacquistare la fiducia dei cittadini e se tra cinque anni avremo aumentato questa percentuale, vuol dire che sarà stato raggiunto uno dei nostri obiettivi».
Secondo lei è stato votato anche da simpatizzanti di centrodestra o centrosinistra che l’11 giugno avevano dato la preferenza ad altri candidati sindaci?
«Come il primo turno a votarmi sono stati cittadini di area di centrosinistra e centrodestra. Io non ho un’appartenenza, non ho un partito: siamo un movimento civico vero, a differenza della coalizione del mio avversario che era una costola del centrosinistra. In questo ballottaggio i voti dei cittadini che rispetto al primo turno non hanno avuto più un proprio riferimento come candidato sindaco, si sono divisi tra me e Marchegiano, tanto che la differenza tra noi due alla fine è stata esigua, inferiore ai 500 voti».
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