Cattivi odori a San Martino Il Comune sollecita l’Arta

La dirigente del Comune Falcone: «Non è il depuratore ad ammorbare l’aria La sospensione dell’attività dell’impianto non ha migliorato la situazione»
CHIETI. I cattivi odori dell'area Selvaiezzi, più volte denunciati dagli abitanti della zona, segnalati alle autorità competenti continuano a rappresentare un mistero. Da dove provengono, da chi sono generati? Cerchiamo di capire: la Asl a metà febbraio, a seguito di segnalazioni ricevute sugli «inconvenienti igienico-sanitari» registrati nella zona, inviano una lettera al Settore Ecologia e Ambiente del Comune per segnalare a sua volta la «pericolosità delle emissioni nell'aria di sostanze che potrebbero essere pericolose» presenti in quella parte del territorio teatino, nei pressi dell'impianto di depurazione San Martino.
La dirigente del settore Attività produttive e Sanità, Angela Falcone, prende atto della segnalazione e compie tutti gli opportuni accertamenti di sua competenza. Tra questi c'è una nota del Consorzio di Bonifica Chieti Centro con la quale comunica al Comune che «l'odore molesto nell'area adiacente all'impianto di depurazione San Mattino è presente anche quando l'attività di smaltimento rifiuti è sospesa».
In effetti l'attività dell'impianto è stata sospesa dal 12 dicembre al 2 febbraio, bloccata dalle indagini della Forestale. Quindi quei miasmi non potevano essere generati dal depuratore. Di conseguenza Falcone ha girato il problema all'Arta e ai tecnici del Servizio ecologia e ambiente del Comune di Chieti con l'invito ad agire e a far conoscere "quali sono le attività intraprese per la soluzione della problematica».
In attesa la situazione resta quella di sempre, rappresentata dalle proteste di chi abita nella zona. Proteste di cui si è fatto portatore il Comitato cittadino Villabloc che continua a denunciare ciò che si verifica quando si mescolano la puzza di liquami, la puzza del mattatoio comunale e gli odori, non di certo gentili, sprigionati dai comignoli delle aziende del posto a quelli del depuratore di San Martino. Depuratore che però si tira fuori, affidandosi non solo alla osservazione che i miasmi ci sono stati anche quando l'impianto era chiuso, ma anche al fatto, come assicura l'ingegner Giustino Angeloni, tecnico con una lunga e documentata esperienza in questo non facile settore, che il Consorzio di Bonifica Chieti Centro è dotato di una «alta tecnologia nello smaltimento dei rifiuti organici che gli sono conferiti che garantisce al massimo il rispetto dell'ambiente. Lo dicono i controlli effettuati nelle acque che dal Consorzio finiscono nel fiume».
Preso atto di tutto questo, dalla lettera della Falcone alle assicurazioni di Angeloni, resta il mistero di quei fcattivi odori che spesso si avvertono. Possibile che, tra Asl, Arta e ufficio comunale competente non si riesca a sapere da dove provengono?(g.d.t.)

