Cattivi odori, arriva la Forestale

27 Agosto 2015

Dopo il ripristino dei batteri nel depuratore il sindaco predispone verifiche in tutta l’area industriale

CHIETI. «Il cattivo odore è sparito, ma questo non significa che il problema sia stato risolto». Parola del sindaco Umberto Di Primio che, ieri mattina ha fatto il primo sopralluogo ufficiale all’impianto di depurazione di San Martino dato in gestione, in parte, a una ditta privata.

«Sì, in prima battuta la responsabilità del cattivo odore lamentato dai residenti di una vasta zona dello Scalo che va da San Martino a Madonna delle Piane è stato attribuito alla moria dei batteri biodigestori che depurano i materiali trattati, ma abbiamo l’intenzione di scavare più a fondo per capire se ci sono altre fonti, di natura industriale, che generano il problema per difetti di funzionamento durante le fasi di lavorazione».

Indagini che richiederanno tempo anche se un dato di fondamentale importanza sarebbe stato già fornito dai prelievi eseguiti dall’Arta. «La popolazione può stare tranquilla perchè l’aria maleodorante è sì fastidiosa, ma di sicuro non nociva» sostiene il primo cittadino «nell’aria analizzata è stata esclusa la presenza di fattori chimnici inquinanti ». Il reintegro «batteri buoni» nei vasconi per il trattamento di fanghi e di altri materiali che confluiscono all’impianto di San Martino ha azzerato quasi del tutto la percezione degli odori sgradevoli nell’aria, ma l’obiettivo del sindaco è quello di capire le ragioni che hanno portato alla morte in massa dei batteri biodigesotri. Così ieri mattina al depuratore di San Martino è arrivata la folta delegazione composta da Di Primio, dal comandante della Polizia municipale, Donatella Di Giovanni e alcuni agenti della Guardia forestale.

«Durante l’incontro col vicepresidente del Consorzio di bonifica Centro, col responsabile dell'area tecnica del depuratore di San Martino e col comandante della stazione di Chieti Scalo del Corpo forestale» aggiunge il sindaco «sono state illustrate le procedure che si stanno seguendo per risalire alle cause che provocano tale disagio. È stato esclusa l'ipotesi, avanzata dai più, di sversamenti nel fiume o altre forme di conferimento non corretto dei fanghi. Per fare chiarezza» ha evidenziato Di Primio «in accordo con il vicesindaco e il presidente del consiglio comunale, ho deciso di convocare per lunedì un tavolo tecnico al quale parteciperanno il Comune, la Provincia, il Consorzio, la Asl, l'Arta e il Corpo Forestale dello Stato».

L’obiettivo è di allargare i controlli su tutta l’area industriale dello Scalo per capire se il problema dei cattivi odori è legato anche al mal funzionamento dei processi di lavorazione di altre aziende presenti sul territorio.