Cattivi odori dal depuratore: indagano i carabinieri forestali

Via ai controlli dei militari dopo le proteste dei residenti per l’aria diventata irrespirabile a tutte le ore Il sindaco incontra il Wwf e annuncia: «Siamo pronti a chiedere l’intervento di Asl, Arta e Procura»
CHIETI. Dopo le proteste dei residenti di San Martino per gli insopportabili cattivi odori in tutto il quartiere, è scattato il blitz dei carabinieri forestali nell’impianto di depurazione gestito dal Consorzio di Bonifica Centro. Il nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale di Chieti, al comando del tenente colonnello Marco Santilli, ha avviato una serie di indagini.
Nelle scorse ore anche le associazioni ambientaliste sono scese in campo per chiedere l’intervento di Comune, Azienda sanitaria locale e Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente. E ieri mattina il sindaco Diego Ferrara ha incontrato Nicoletta Di Francesco, responsabile del Wwf, insieme all’assessore all’Ambiente e transizione ecologica, Chiara Zappalorto, per metterla al corrente delle attività avviate dall’ente sul fronte del monitoraggio e della prevenzione.
«L’amministrazione», dicono sindaco e assessore, «si rivolgerà all’Arta anche per la situazione del depuratore di San Martino. Prenderemo contatti a breve, dovendo fare il punto su una serie di situazioni da monitorare in città, l’ultima quella di via Custoza: aggiungeremo anche questa, al fine di effettuare un controllo sulle emissioni e attivare soluzioni, se possibile».
«Vogliamo sottolineare», proseguono, «che fin dal primo giorno questa amministrazione è sempre attenta alle istanze che arrivano dalla popolazione, soprattutto quando a sollevarle sono i cittadini, direttamente o attraverso associazioni come il Wwf, di cui conosciamo serietà e impegno. In particolar modo, in questi ultimi mesi, ci siamo concentrati sul fronte ambientale: nel raggio di pochi chilometri sono diverse le situazioni da vagliare».
Per la zona di San Martino, «siamo nella condizione di dover gestire due problemi, seppure di diversa natura, comunque di uguale impatto, sul fronte dell’inquinamento olfattivo e di quello acustico. Faremo tutto ciò che investe le competenze comunali, attivando gli enti referenti sulla tutela ambientale, ovvero Arta, Dipartimento di prevenzione della Asl, Consorzio e Procura al fine di unire le competenze e anche le energie indispensabili a monitorare, affrontare e, se possibile, risolvere situazioni di acclarato inquinamento ambientale».
Restando in tema dei problemi del quartiere, il Comune – come confermano Ferrara e Zappalorto – ha intenzione di coinvolgere anche l’Anas per «l’incidenza dell’asse attrezzato sulle zone residenziali da cui sono partite istanze per arrivare a un tavolo con tutti gli enti capaci di dare risposte e soluzione sui vari fronti cittadini interessati dalla convivenza fra realtà produttive e ambiente».
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