Cda del Marrucino, D’Alfonso nomina De Cesare junior

10 Settembre 2015

Patto tra il governatore della Regione e il sindaco Di Primio: scelto il presidente del Circolo degli amici Al vertice va l’ex dg dell’Ateneo, Napoleone. Fuori Sicari e Roccioletti. Entra anche la Di Matteo

CHIETI. Su il sipario, va in scena il nuovo Cda del Marrucino per la regia di Luciano D’Alfonso e Umberto Di Primio. Sulla scena debutta un giovanissimo scelto dal governatore che ha deciso di sacrificare un avvocato, Cristiano Sicari, per spalancare le porte del teatro a un De Cesare jr. Da Mogol, che gli ha scritto un testo per tentare l'emozione di Sanremo, al Circolo degli Amici, che presiede in modo scoppiettante fino alla scalata ormai imminente alla vice presidenza della Camera di Commercio, appena un gradino al di sotto di un altro jr, quel Roberto Di Vincenzo alle prese con una temibile fronda interna camerale, ecco a voi Paolo De Cesare, nuovo consigliere d’amministrazione del teatro più prestigioso d’Abruzzo, preferito da big Luciano a un altro jr di questa storia, il giovane Sicari che lascia l’incarico, insieme all’ex presidente Paolo Roccioletti, ed entra nel gruppo dei trombati.

Ma il Risiko teatrale risponde a logiche politiche e a un patto tra D’Alfonso e Umberto Di Primio che di fatto ha permesso al sindaco di scegliere, come presidente, del nuovo Cda quel Marco Napoleone, che i conti dicono li sappia fare, presente quasi come il prezzemolo durante le ultime battute della campagna elettorale e in particolare la notte della vittoria di Di Primio.

Così per volere non divino ma più modestamente del sindaco, l’ex dg degli anni d'oro dell'Ateneo, Napoleone, prende il posto di Roccioletti. Ma pare anche che tra appena un anno si farà da parte per lasciare la poltroncina di velluto rosso all’onorevole Fabrizio Di Stefano costretto a dodici mesi di panchina, anzi di proscenio visto il tema, per la sua incompatibilità perché appena uscito dal consiglio comunale. La tema del Cda è completata da Annalisa Di Matteo, in Festa, voluta dai forzisti e che, dicono, sia un’esperta di cultura e di organizzazione di eventi.

A parte il ticket Napoleone-Di Stefano, il resto non è da pelle d’oca, nel senso che non c’è alcun colpo di scena, come accade nelle commedie più raffinate e famose, per ciò che riguarda il posto di direttore amministrativo che, per la felicità del drappello dei precari che si impegna dietro le quinte del Marrucino, resta saldo sotto le natiche dell’uomo di Gissi che i conti li sa fare soprattutto se le nozze deve farle con i fichi secchi. Allora Di Primio non se l’è sentita di far finire anche Cesare Di Martino nella squadra dei trombati o dei rimandati, insieme a personaggi come Sicari, Daniele Giangiulli oppure il maestro Fabio D’Orazio, sicuramente titolato, ed ha confermato l’ex dirigente della Provincia nel più delicato dei ruoli sperando che quest’anno, al posto dei fichi secchi (leggi carracine, ndr) il palcoscenico del teatro che ha saputo perdere persino i finanziamenti statali offra uno spettacolo d’applausi e bis.

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