«Cene e notti in hotel a spese dell’Ater»

In ballo oltre un milione di euro, il pm accusa l’ex commissario Lancia, l’ex direttore Recchione e un dirigente di peculato
CHIETI. Tutto a spese dell’Ater. Cene in ristoranti e notti in hotel di Milano, Roma, San Benedetto del Tronto, Montesilvano e Ortona anche con donne dell’Est. Stipendi gonfiati sfruttando le vendite delle case popolari e guadagni facili persino con il terremoto. Un peculato da un milione e 300 mila euro: così ipotizzano la Procura e la di Finanza di Chieti.
E’ giunta al capolinea l'inchiesta che coinvolge, a vario titolo, l'ex commissario dell’Ater di Chieti, Marcello Lancia, l'ex direttore Domenico Recchione e il dirigente Giulio Marchioli. Il sostituto procuratore, Giuseppe Falasca, ha chiuso il caso. Determinante per le Fiamme Gialle è stata la collaborazione della commissaria Ater, Antonella Gabini, che ha peraltro avviato azione civile per il recupero delle somme, inevitabile alla luce della situazione di default dell’azienda e delle condizioni pessime di decine di alloggi. "Rimborsi per spese di rappresentanza per servizi e beni a fini personali", dice l’accusa. Tra il 2010 e il 2013, Lancia, Recchione e Marchioli, si sarebbero fatti rimborsare indebitamente pranzi nei ristoranti Lo Scoiattolo e l'Osteria delle Piane, a Chieti Scalo. Gli importi maggiori riguardano l'ex direttore Recchione: 6mila euro nel 2010, 8.696 nel 2011 e 6.424 nel 2012. Passiamo alle notti in albergo, ai pranzi e alle cene, con "soggetti estranei all’Ater", che Lancia si sarebbe fatto rimborsare includendo anche due donne dell'Est; 21 maggio del 2013 Hotel Ranieri di Roma per 255 euro; a giugno delle stesso anno, e sempre con una donna dell'Est, notte all'Hotel Poliziano di Milano per una spesa rimborsata di 451 euro; seguono l'hotel Massimo D'Azeglio di Roma (246 euro) e il Mistral di Termoli con cena alla Pizzeria “Anime e core”, per 125 euro. All'hotel Imperial di San Benedetto del Tronto, con cena alla Croisette, Lancia e l'ospite dell’Est spesero 264 euro mentre all'Hotel Mara di Ortona la cifra fu di 199 euro.
Il grosso, però, sarebbe stato speso (e rimborsato), al ristorante la Polena di Montesilvano per un totale, dal 2010 al 2013, di 12mila euro. Una presunta truffa viene contestata a Lancia e Marchioli per un rimborso di 1.021 euro perché, secondo la procura, "crearono artificiosamente l'invito ad un convegno della Federcasa a Numana" per farsi rimborsare un soggiorno con trattamento benessere all’Hotel Giardino.
Sarebbe accaduto il 21 gennaio del 2013. Ma di quell'invito, fino a qualche mese fa, non c'era più traccia tant'è che la procura ipotizzava anche il reato di soppressione di atti.
Ma l'inchiesta va oltre e mette in contrapposizione le crepe e le infiltrazioni delle case popolari, da una parte, e gli stipendi gonfiati attraverso la vendita degli appartamenti, dall'altra. Soldi, afferma la procura, "trattenuti illegalmente sul conto corrente Carichieti e illecitamente messi nel bilancio Ater nonostante che fossero di competenza della Regione". Recchione e Marchioli se ne sarebbero quindi appropriati "mediante indebiti e spropositati aumenti dei propri emolumenti" attraverso "insussistenti raggiungimenti di obiettivi gestionali". Per Recchione parliamo di 200mila euro tra il 2010 e il 2014, per Marchioli somme inferiori, da un minimo di 7mila euro a un massimo di 24mila l'anno.
Ma come si aumentavano gli stipendi? Secondo la Guardia di Finanza bastava scrivere una lettera al commercialista di Chieti che predisponeva le buste paga dell'Ater. Sarebbe accaduto il 15 settembre del 2010 quando una lettera al commercialista avrebbe fruttato a Recchione un aumento di 1.130 euro al mese, e il 20 settembre successivo quando, grazie a una delibera firmata da Lancia, Recchione e Marchioli avrebbero avuto extra di 2mila euro al mese per il primo e 700 per il secondo.
Infine i presunti guadagni sul terremoto del 2009. Il 27 giugno 2011, dice l'accusa, Lancia delibera il Piano dei lavori per i danni del sisma all’edilizia. Ma la Regione non aveva accordato alcun importo. Quel piano avrebbe però permesso a Recchione di attribuirsi altri 102mila euro, e a Marchioli 9.476. Quest'ultimo, dal 2013, avrebbe cominciato a beneficiare anche di un “doppio stipendio” perché da dirigente dell'Ater di Chieti venne nominato a scavalco all'’Ater di Lanciano.
Ma siamo ancora di fronte a ipotesi. Tutte da confermare e per la difesa da confutare.
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