Cento firme sul distretto sanitario cadente

25 Ottobre 2017

A Chieti Scalo nasce un nuovo comitato di cittadini: la prima battaglia è per la struttura di via De Litio

CHIETI. Ritengono che il territorio di Chieti Scalo sia stato abbandonato a se stesso e perciò hanno deciso di costituire un comitato e muoversi autonomamente. Nasce così il comitato d’opinione “Chieti Scalo Noi” che lancia la prima battaglia sul distretto sanitario di via De Litio. Si tratta di un esposto sulla situazione igienico-sanitaria della struttura sanitaria inviata alla Asl, al sindaco Umberto Di Primio e anche all’opposizione rappresentata dai tre candidati sindaci non eletti Ottavio Argenio, Bruno Di Paolo e Luigi Febo. A firmare l’esposto sono stati un centinaio di residenti. Sono otto le criticità elencate. «L’atrio», si legge, «risulta sporco, sia nella pavimentazioni che nelle pareti, ed è dotato da una specie di guardiola di dubbia stabilità. Sempre nell’atrio è installato un apparecchio che distribuisce biglietti per regolare l’ingresso degli utenti, ma il display che dovrebbe indicare il numero per accedere al Cup non compare da diverso tempo. Chi si trova in questi locali deve attendere il proprio turno spesso in piedi, considerato che sono poche le sedie disponibili. Gli ambulatori sono arredati in modo approssimativo e con materiale vecchio e non sempre idoneo, non esiste, ad esempio, uno spogliatoio, come mancano perfino attaccapanni su cui depositare gli indumenti in caso di visita accurata. Per il pubblico è disponibile un solo bagno, le cui condizioni di igienicità sono da considerare assolutamente fuori da ogni regola di civiltà. In caso di incendio, o di necessità di evacuazione, non c’è alcuna uscita di sicurezza utilizzabile. Lo stabile, essendo noto come deposito o magazzino, ovviamente non dispone di finestre, ma semplicemente di finestroni vasistas posti ad altezza smisurata. L’edificio in uso ormai da molti anni sembra non aver ricevuto, nel tempo, alcun valido lavoro di adeguamento alla normativa vigente in merito alla sicurezza».
«Sinora non ci ha risposto nessuno» ha detto Camillo Carapelle uno dei promotori dell’esposto, «ma noi non ci fermiamo». Carapelle fa parte degli 11 che hanno costituito il novo comitato.
Oltre a lui ci sono Leonardo Fiorentino, Roberto Iezzi, Nando Chiarini, Carmine Coppa, Gabriele Gambone, Francesco Mazzoferro, Donato Francano, Rossano Di Giovanni, Claudio Davide e Micaela Buffignano. (a.i.)