Centrale a biomasse, stop alla Eco Energy

18 Novembre 2014

Il Tar sentenzia: scadute le autorizzazioni regionali a Cucullo, il progetto non potrà più andare avanti

ORTONA. Sono scadute le autorizzazioni regionali e il progetto non potrà più andare avanti. La prima sezione del Tar dell'Aquila, presieduto da Michele Eliantonio, ha stoppato con queste motivazioni la costruzione della centrale a biomasse della zona industriale di Cucullo al termine di una lunga vicenda giudiziario-amministrativa avviata nel 2008, quando la stessa sezione rigettò il ricorso della srl Eco Energy contro la Regione. La giunta di centrosinistra di allora aveva appena sospeso con la legge 2/2008 tutte le procedure autorizzative sull'onda delle proteste contro la petrolizzazione e l'insediamento di attività "insalubri di prima classe" a elevato impatto ambientale. Scritta al termine dell'udienza del 29 settembre scorso, la sentenza è stata depositata lo scorso 13 novembre. E si tratta di una bocciatura su tutta la linea del ricorso proposto dalla Eco Energy, che aveva anche chiesto i danni alla Regione sulla pretesa di aver impedito la realizzazione dell'impianto da 1 megawatt di energia elettrica da immettere nella rete nazionale. Definita la materia nella legge 14 del 2008, la Regione aveva poi autorizzato nel gennaio del 2009 con un provvedimento valido per tre anni, ma la società avrebbe dovuto entro un anno comunicare la fine dei lavori o chiederne la proroga. La costruzione non ebbe inizio anche per difficoltà tecniche legate al collegamento tra la centrale e la rete della trasmissione dell'energia. Il gestore Terna chiese infatti nell'ottobre del 2009 di riaprire il procedimento di autorizzazione unica regionale, non avendo ricevuto dalla Eco Energy il progetto degli impianti per la connessione alla linea elettrica nazionale. Il Tar aquilano scrive: «Il giudice non può non tenere conto dello ius superveniens, cioè delle sopravvenienze normative intervenute in corso di giudizio che, come nel caso di specie, incidono sulla vicenda di cui si controverte avendo consentito il rilascio dell’autorizzazione unica in favore della società ricorrente». Il cuore del dispositivo sono i tempi lunghi dell'intera vicenda, che per i giudici amministrativi hanno di fatto portato alla scadenza dell'autorizzazione regionale. «Per sopravvenuta carenza d'interesse, atteso che dalla decisione non può più scaturire alcuna utilità», si legge nel dispositivo. Il Tar ha così concluso dopo aver preso atto che la srl non ha documentato il danno subito e nemmeno risposto alle richieste della Regione su nuovi documenti a integrazione dell'istruttoria dell'autorizzazione.

Francesco Blasi

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