Centrali idroelettriche in gestione, richiesta di 15 Comuni alla Regione

18 Aprile 2023

BOMBA. I sindaci chiedono alla Regione un ruolo nella gestione del patrimonio presente nel proprio territorio. Questo è emerso nel corso dell’assemblea pubblica che si è svolta lo scorso 14 aprile...

BOMBA. I sindaci chiedono alla Regione un ruolo nella gestione del patrimonio presente nel proprio territorio. Questo è emerso nel corso dell’assemblea pubblica che si è svolta lo scorso 14 aprile nel museo Etnografico organizzato dall’associazione Comuni Sangro Aventino. Per prima cosa, l’associazione, il cui presidente è Massimo Colonna, chiede l’assegnazione della concessione della “grande derivazione” per uso idroelettrico Sant’Angelo. Inoltre, chiede l’avvio di un percorso di rinegoziazione delle modalità di gestione del bene pubblico acqua e di sviluppo dell’importante infrastruttura di produzione di energia da fonte rinnovabile in linea con i principi della transizione ecologica e degli impegni sottoscritti nel Pnrr. Infine i Comuni del territorio contestano al gestore il mancato dragaggio dei laghi di Bomba e Casoli e il rilascio del deflusso minimo vitale.
La “grande derivazione Sant’Angelo” che comprende i laghi di Bomba e Casoli e la centrale di Altino è entrata in funzione il 28 novembre 1958 ed è gestita da Acea Produzione spa con una concessione di utilizzo del bene pubblico acqua della durata di 60 anni. «La concessione è scaduta da più di 10 anni e la nuova legge regionale (9 giugno 2022, n. 9)», si dice in una nota dell’associazione che conta i Comuni di Altino, Archi, Atessa, Bomba, Casoli, Civitella Messer Raimondo, Colledimezzo, Fara San Martino, Gessopalena, Pennadomo, Perano, Pietraferrazzana, Roccascalegna, Torricella Peligna e Villa Santa Maria, «ribadisce che la proprietà di tutta l’infrastruttura è della Regione e fornisce lo strumento per procedere al suo rinnovo, ridefinendo gli obblighi e le limitazioni gestioni, prevedendo l’uso plurimo delle acque e nuove e importanti compensazioni ambientali, economiche ed energetiche per i Comuni interni e montani che hanno pagato un prezzo pesantissimo con la realizzazione dell’opera».
In Abruzzo ci sono 55 derivazioni di acqua per uso idroelettrico, 15 concessioni per grandi derivazioni, 3 scadute e altre in scadenza. Il rinnovo delle concessioni per le grandi derivazioni per uso idroelettrico è una questione così rilevante da essere inserita tra gli adempimenti previsti nel Pnrr. I Comuni del Sangro Aventino chiedono quindi alla Regione: «Una nuova gestione e investimenti sull’impianto idroelettrico con maggiori ritorni per il territorio e ribadiscono la loro contrarietà all’ennesimo progetto di coltivazione del giacimento di gas naturale “Colle Santo”, istanza contro cui si sono battuti dal 2010. Il territorio soffre di carenza di acqua per il consumo umano e per l’irrigazione dei campi e chiede una gestione più oculata del bene pubblico sempre più prezioso in futuro, al fine di subordinare l’impiego per la produzione di energia a quelli primari. Per le amministrazioni locali», conclude la nota, «la salute dei cittadini, le attività agricole e artigianali, le produzioni enogastronomiche e il turismo sono più importanti degli interessi economici delle grandi multinazionali. C’è bisogno di una politica coraggiosa che privilegi gli interessi del territorio a quelli delle grandi aziende che gestiscono le concessioni dei grandi idroelettrici».
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