Centro Antiviolenza, un aiuto per le donne

11 Novembre 2018

Guardiagrele, un numero verde per denunciare aggressioni. Zulli: «Così si trova la forza di parlare»

GUARDIAGRELE. È stato inaugurato a Guardiagrele il centro Antiviolenza Maja su iniziativa dell’amministrazione comunale e in collaborazione con il Centro Alpha di Chieti. Il centro è situato in via Occidentale 63, al piano terra del palazzo dei vigili, con orari dal lunedì al giovedì (10,30-12,30) e il venerdì (14,45-16,45). Il numero verde, attivo da domani, è 800.440.905; già attivo il numero verde del centro antiviolenza Alpha di Chieti (800.432.500). Presenti il sindaco Simone Dal Pozzo, l’assessore regionale Marinella Sclocco, l’assessore comunale alle politiche sociali Inka Zulli, il procuratore Francesco Testa, il questore Ruggiero Borzacchiello, il maggiore dei carabinieri Massimo Capobianco e il prefetto Antonio Corona.
L’incontro nell’aula magna dell’Omnicomprensivo di via Grele è stato aperto dall’intervento della preside Alba Del Rosario che, davanti ai numerosi studenti, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra scuola e istituzione.
«Un centro antiviolenza», ha detto Zulli, «non è solo la struttura fisica, ma è soprattutto rete. La rete è fatta dalle istituzioni del territorio. Ognuno per quanto di propria competenza è legato agli altri. Soltanto in questo modo il lavoro di appoggio e supporto alla donna può avere risultati positivi. La nostra rete, presente al completo è costituita dagli amministratori locali e regionali, dalle assistenti sociali, dalla Asl, procura, prefettura, questura, carabinieri e la scuola. Molto spesso, per chi subisce violenze, trovare la forza di parlarne è già un gran traguardo, quindi è compito di chi ascolta, saperlo fare nel modo giusto. Per questo nel nostro centro di Guardiagrele è stata formata una operatrice di accoglienza che svolgerà il delicato ruolo di front office».
Il sindaco e la consigliera con delega alle pari opportunità Ambra Dell’Arciprete hanno poi evidenziato l’importanza del nuovo centro per offrire «un servizio in grado di affiancare la donna nel difficile percorso di riconquista del suo ruolo nella società».
Il questore Borzacchiello entrato nel merito della legge a tutela delle donne violentate, precisando che il suo intervento nei confronti dell’autore di violenze, avviene anche di fronte ad una semplice segnalazione e, senza che ci sia una formale querela. Subito dopo il maggiore Capobianco ha proposto un cortometraggio a dimostrazione di quanto sia fondamentale l’empatia nella persona che raccoglie la denuncia di una donna, evidenziando che deve essere sopratutto in grado di capirla, di leggere tra le righe, senza spaventarla e di prendere sul serio ogni sua parola.
Giovanni Iannamico