Centro direzionale, l’area torna al Comune

26 Febbraio 2016

Atessa, si chiude dopo 12 anni la vicenda. L’ente attende la riscossione della polizza da un milione

ATESSA. Il Comune è rientrato in possesso del terreno sul quale doveva sorgere il “centro direzionale” di Piazzano e, inoltre, per quanto riguarda la polizza di 1.048.000 euro si è in attesa della sentenza del tribunale di Lanciano. L’ha deciso la sezione fallimentare del tribunale di Pescara. Si chiude così una vicenda nata nel 2004; il Comune è stato rappresentato dallo studio legale dell’avvocato Marcello Russo. «Esprimo grande soddisfazione per questo primo passo», commenta Vincenzo Pellegrini, assessore ai lavori pubblici e vicesindaco, «perché rientrare in possesso del terreno ci permette di ripristinare l’area per garantirne la fruibilità per la cittadinanza. Poi, sperando nella riscossione della polizza, potremo programmare la realizzazione di altre opere per quella zona».

Il progetto per il centro direzionale ha avuto inizio nel 2004. A Piazzano dovevano essere realizzati, in 6.500 metri quadrati di superficie, una sala polifunzionale, appartamenti, servizi e uffici comunali decentrati, che avrebbero dovuto cambiare il volto dell’intera Val di Sangro, grazie anche a due torri alte 23 metri. L’appalto fu vinto dall’Europiemme di Moscufo alla quale il Comune cedette i terreni; all’ente sarebbero dovuti andare 150mila euro oltre alla sala polifunzionale. Il contratto con la ditta fu stilato il 4 giugno 2008. Entro sei mesi sarebbero dovuti iniziare i lavori ma, a parte il semplice sbancamento dell’area, poi tutto si è fermato. Il contratto prevedeva la riconsegna delle opere destinate al Comune entro giugno 2010, pena il pagamento di una fideiussione da un milione di euro oltre alla restituzione del lotto di terreno. A gennaio 2013 la giunta comunale guidata da Nicola Cicchitti ha deliberato la risoluzione della convenzione-contratto con la ditta appaltatrice e ha comunicato alla stessa l’avvio del procedimento per rientrare nella disponibilità dell’area. A ottobre del 2013 la Europiemme ha dichiarato fallimento. Da allora è iniziato il lungo iter per rientrare in possesso dell’area. (m.d.n.)

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