Centro per profughi, rientra la protesta

CASALINCONTRADA. I sette giovani migranti che non avevano gradito il “pane cotto” servito a cena nel centro di accoglienza di Villa Elena a Casalincontrada, gestito dalla cooperativa Consorzio Matrix...
CASALINCONTRADA. I sette giovani migranti che non avevano gradito il “pane cotto” servito a cena nel centro di accoglienza di Villa Elena a Casalincontrada, gestito dalla cooperativa Consorzio Matrix di Simone Caner, sono stati smistati in altri centri gestiti dalla stessa cooperativa.
Si chiude così l’incidente scatenato da un piatto forse considerato un po’ troppo povero e che invece è un must della cucina abruzzese (si prepara con crosta di pane, brodo di verdura e uova) che aveva fatto arrivare a Villa Elena persino i carabinieri.
Un intervento, quello dell’Arma, che poi non è servito, perché è bastato sostituire il piatto di pane cotto con del riso e tutto è filato liscio. La cooperativa Matrix di Gragnano gestisce 16 centri di accoglienza nella sola provincia di Chieti. Lo fa perché ha sottoscritto a giugno scorso una convenzione con la Prefettura di Chieti per l’affidamento del servizio. La convenzione scade a fine anno, ma è rinnovabile nel caso in cui perdurasse lo stato di emergenza dovuto ai flussi migratori. La cooperativa assicura ai migranti vitto e alloggio più una serie di altri servizi. Lo Stato paga per ognuno di loro 34,89 euro al giorno. La stessa cifra viene pagata anche per i pochi minorenni che vengono ospitati in via emergenziale insieme agli adulti anche nel centro di Villa Elena, nonostante avrebbero diritto a un altro tipo di accoglienza. Nel centro di Casalincontrada ci sono una settantina di ospiti. Tutti molto giovani, di età compresa dai 18 ai 25 anni, alcuni appunto anche minori. Sono tutti maschi e spesso li si vede girare per il paese. La popolazione casalese, che pure all’inizio li guardava con occhio un po’ diffidente, non ha particolari problemi con loro, come ha assicurato il vice sindaco Angelo Bonelli . (a.i.)

