Centro Tao depotenziato La rabbia di 200 malati

8 Marzo 2016

Niente più prelievi nel reparto di terapia anticoagulante del policlinico teatino I pazienti gravi costretti a lunghe file al laboratorio analisi. Scatta la petizione

CHIETI. «Squadra che vince non si cambia». Peccato però che questa saggia regola dello sport venga del tutto ignorata dalla Asl teatina.

Anzi, a giudizio di oltre duecento pazienti che con cadenza settimanale frequentano il centro Tao (terapia anticoagulante orale) la tendenza sarebbe quella di «punire» i reparti che funzionano bene condannando i malati a gravi disagi.

Per oltre 10 anni i pazienti affetti da patologie gravi come cardiopatie, scompensi respiratori o, malattie oncologiche hanno effettuato i loro indispensabili prelievi di sangue comodamente seduti al centro Tao. Senza file e in un ambiente “protetto”e l’operazione veniva completata nel giro di 15-20 minuti. «Da due settimane» lamenta P.L.C. uno dei tanti pazienti sul piede di guerra «il servizio è stato sconvolto. La direzione della Asl o chi per lei ha deciso di dirottarci al laboratorio analisi costringendoci ad affrontare disagi di ogni genere allungando notevolmente i tempi per la conclusione degli esami».

Un rapido calcolo e si scopre che dai 15 minuti ora tra prelievo e responso passa più di un’ora.

«Non siamo pacchi postali» sostiene con l’amaro in bocca il malato «prima il servizio era strutturato in modo impeccabile, prelievo e responso degli esami venivano completati in un unico passaggio. Ora invece i pazienti sono costretti a migrare da un capo all’altro dell’ospedale. E parliamo di persone che devono spostarsi con bombole di ossigeno al seguito, oppure trapiantati, soggetti debilitati dalla chemioterapia e anziani con deficit motori. Alla faccia dell’umanizzazione tanto declamata delle cure ospedaliere» aggiunge il malato «riteniamo che questo cambiamento deciso non si sa bene da chi leda profondamente la dignità dei malati e li costringa a “tour de force”dannosi per quel che resta della loro salute». La protesta è dilagante. Per questo è stata organizzata una raccolta firme: «Questa scellerata disposizione deve essere ritirata dalla Asl». In due settimane sono state raccolte quasi 200 firme, ma il numero è destinato a crescere come il senso di rabbia e di amarezza di chi, oltre a dover combattere contro malattie che fanno paura solo a nominarle, deve fare i conti anche con «una organizzazione sanitaria ospedaliera che non ha per noi alcuna considerazione. Nessuna misericordia cristiana». «Non posso fare altro che raccogliere le proteste dei pazienti e rappresentare i loro disagi» dice il dottor Gianfranco Vitullo, responsabile del sevizio al centro Tao.

Ma perché questo cambiamento? «Non di certo per carenze funzionali e organizzative e neppure» puntualizza P.L.C. «perché troppo dispendioso. Siamo certi e lo possiamo documentare che la Asl per il funzionamento di questo reparto non aveva alcun sovracosto». E allora? C’è chi ipotizza una sorta di guerra intestina tra dipartimenti ospedalieri. «Potrebbe darsi» commenta Aldo Cerulli presidente regionale del Tribunale del malato «ma a noi questo aspetto non interessa. Ciò che abbiamo a cuore sono tranquillità e rispetto nei confronti dei malati. Appena avremo in mano quelle firme pretenderemo una spiegazione dal dg Pasquale Flacco».