Centrodestra contro gli avversari: già vi spartite le poltrone

10 Ottobre 2021

La coalizione di Paolini va da sola al voto del 17 e 18 ottobre Bomba (FdI) a chi era rimasto a casa: «Ora scegliete noi»

LANCIANO. Il centrodestra va da solo al ballottaggio, ma l'accordo tra il candidato del centrosinistra Leo Marongiu con il Movimento 5 stelle scatena diverse critiche. Se da un lato il candidato sindaco del centrodestra, Filippo Paolini, aveva escluso ogni ipotesi di apparentamento («non saprei con chi apparentarmi», aveva detto in una intervista in tivù), dall'altro la coalizione non le manda a dire e attacca la scelta dei due gruppi in corsa alle amministrative. «Non mi meraviglio», commenta Tonia Paolucci di Libertà in Azione (LiA), 801 voti personali e l'8% con la sua lista, «pur di arrivare al risultato si inizia con la spartizione. Quella di oggi è la situazione identica al 2016. Quando ci fu l'apparentamento delle mie liste con il candidato Errico D'Amico il centrosinistra ha detto di tutto. Oggi quelle parole possono essere riprese pari pari per la loro scelta, con la grande differenza, però, che nel 2016 c'era una legittimità politica: eravamo “figli dello stesso padre”, ossia tutti all'interno della coalizione del centrodestra. Accordo per me significa apparentamento ed è chiaro che dietro la richiesta di portare avanti progetti comuni, in realtà c'è quella di un assessorato. Vorrà dire che in caso di vittoria rimarranno degli scontenti nel centrosinistra».
«Era il segreto di Pulcinella», rimarca Fausto Memmo, coordinatore cittadino della Lega che, con 11,7%, è il primo partito in città, «si stanno giocando le ultime carte. Per quanto ci riguarda l'esperienza degli apparentamenti in passato non è stata positiva, quindi siamo a posto così, faremo campagna elettorale fino all'ultimo minuto, del resto le battaglie si vincono al 90°. Mi viene in mente una battuta: visto che l'amministrazione uscente ci sta riempiendo di bonus, ne faranno uno anche coi 5 Stelle?». «Certo», prosegue, «ci aspettiamo da parte di Ivaldo Rulli che dia una mano al centrodestra, visto che fa parte della nostra stessa area politica». «A parte le dichiarazioni di facciata», chiosa Paolo Bomba (Fratelli d'Italia, 577 voti personali e il 9,9% con la lista), «un accordo presuppone che ci sia una poltrona. Noi andiamo fieramente da soli, non ci interessano le spartizioni. Piuttosto faccio un appello a quel 40% di elettori che non è andato a votare: è ora il momento di fare una scelta per il futuro della nostra città, e la scelta più giusta è Filippo Paolini».
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