Centrodestra, il candidato non c’è

Atessa. A pochi giorni dalla presentazione delle liste la coalizione è in alto mare
ATESSA. Per il centrodestra atessano è arrivato il momento della responsabilità: a dieci giorni dalla presentazione delle liste ancora non c’è un candidato che possa sfidare Giulio Borrelli. Il rischio è che non ci sia una lista ufficiale. A questo hanno portato mesi e mesi di veti, defezioni, tatticismi esasperati, antiche incomprensioni. Ad oggi, quali sono i punti di riferimento del centrodestra atessano? Chi è ancora in grado di unire e coalizzare le diverse anime? La questione è anche un’altra: a questo punto nessuno vuole rimanere con il cosiddetto cerino in mano oppure essere la vittima sacrificale. Non è improbabile che una lista civica sarà pur fatta, magari composta da esponenti di qualche movimento civico di area centrodestra; si tratterebbe di un’azione significativa e simbolica, un chiaro segno alle segreterie politiche non solo cittadine. La base reclama una responsabilità, uno scatto d’orgoglio che riesca ancora a proporre una progettualità alternativa a Borrelli.
La strada è in salita. Ha lavorato per la candidatura a sindaco, da almeno tre anni, Antonello Scarinci, ex assessore del primo mandato a di Nicola Cicchitti. Scarinci ha avuto dalla sua parte Udc, FdI, il Popolo della Sinistra. È riuscito il 1° dicembre scorso a far firmare un accordo (nel quale si diceva di "contatti" con esponenti della maggioranza di Borrelli) a Udc, FdI, Lega e FI. Al momento di passare dalle pacche sulle spalle ai fatti concreti, Scarinci non è riuscito a ottenere unità delle forze. Aveva dato la sua disponibilità a candidarsi anche Nicola Cicchitti, ma ben presto l'ex sindaco si è reso conto che intorno al suo nome, seppur con un consenso da parte dei moderati, mancava unità. È stata prospettata la candidatura anche a Enrico Flocco, rifiutata dallo stesso per motivi professionali, così come ha fatto Ennio Totaro. È stata proposta la candidatura anche a Enzo Pellegrini che si era reso disponibile a patto che il suo nome fosse condiviso da tutti. Anche questa, dopo alcune riunioni ad alto contenuto di tensione, non è andata a buon fine. Le responsabilità non possono comunque essere scaricate solo sulle segreterie politiche atessane ma coinvolgono anche quelle provinciali e regionali dei partiti del centrodestra.
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