Centrodestra, nessun passo avanti E c’è chi vuole l’ex sindaco Paolini

15 Giugno 2021

Nessun accordo sul candidato sindaco della coalizione neanche nell’ennesimo vertice regionale di ieri Resta il braccio di ferro su Ranieri (Lega) e Bomba (FdI) ma crescono le quotazioni di Di Campli

LANCIANO. Fumata nera all'incontro dei responsabili regionali dei partiti di centrodestra che, invece, sarebbe dovuto essere definitivo. Il candidato sindaco della coalizione che unisce i partiti di Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Udc e Cambiamo, non si trova ancora, nonostante le numerose candidature. Quello di ieri doveva essere, dopo un confronto precedente sulle altre città al voto, l'incontro che avrebbe dipanato le nebbie su Lanciano e Vasto, città tuttavia ancora lontane, a quanto pare, dalla scelta. L'ipotesi che per Vasto potrebbe averla vinta Fratelli d'Italia e per Lanciano la Lega sarebbe ancora tutta da verificare.
A Lanciano le cose sono in fase di stagnazione. Il braccio di ferro si muove sempre sullo stesso fronte: le difficoltà di Lega e Fratelli d'Italia a cedere sui rispettivi candidati: Danilo Ranieri e Paolo Bomba e, al tempo stesso, a fare lavoro di squadra su un unico rappresentante che possa traghettare la coalizione alle urne e alla vittoria, dopo due sonore sconfitte in una città storicamente di centrodestra.
In particolare la Lega ha posto molti dubbi sul candidato del partito di Giorgia Meloni, Paolo Bomba. Per il Carroccio, nonostante la candidatura dell'ex vicesindaco nella giunta di Filippo Paolini era stata presentata ormai più di un anno fa, Bomba non sarebbe l'uomo giusto per rappresentare il centrodestra. Troppo moderato o comunque incapace di unire tutte le anime della coalizione e farne sintesi.
Allo stesso tempo il direttivo di FdI insiste sul geometra lancianese, uomo di larghissima esperienza amministrativa, capace di catalizzare centinaia di voti, essendo stato, per due tornate elettorali, il candidato più votato in città e di ottime capacità di mediazione.
La Lega ha però chiesto di ripiegare, al limite, su un altro nome, anche al di fuori dei partiti, attingendo dal civismo o da professionisti locali. Una ricerca, quasi fuori tempo massimo, che ha indispettito non poco i responsabili del partito di Meloni. E tra i "nuovi" nomi da spendere nel centrodestra da giorni si vocifera di un'entrata in campo dell'ex sindaco Filippo Paolini, che potrebbe cedere alle lusinghe dei partiti pur essendo fieramente rappresentante di una civica che porta il suo nome, e dell'imprenditore Donato Di Campli, da tempo a disposizione della coalizione e gradito ai vertici della Lega, fuori e dentro i confini regionali, ma meno amato in quelli strettamente locali. Al tavolo di ieri, tuttavia, nessuno avrebbe avanzato il nome di Paolini, cosa invece è accaduta per Di Campli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA