Cerca di riscuotere l’affitto ma viene preso a bastonate

14 Settembre 2019

Lanciano. Finisce in tribunale la richiesta di mensilità arretrate per una casa Testa rotta al padrone dell’alloggio, ma anche l’inquilino si fa refertare

LANCIANO. Finisce con pugni, bastonate e due feriti la riscossione di un affitto nel centro storico di Lanciano. Affittare casa negli ultimi anni in città non è facile, ma nemmeno farsi pagare tra la crisi economica e le difficoltà lavorative che hanno tolto potere di acquisto alle famiglie. Ed è proprio il mancato pagamento dell’affitto e il tentativo del padrone di casa di farsi pagare e riavere l’appartamento a trasformarsi in una rissa prima e a finire in tribunale poi.
Davanti al giudice Vincenzo Chielli si è aperto il processo per lesioni contro M.M., 36 anni, romeno, che avrebbe picchiato il proprietario della casa in cui la compagna era affitto, S.F., 45anni di Lanciano, rappresentato dall’avvocato Marina Neirotti, procurandogli lesioni consistite in “frattura pluriframmentaria dell’osso temporale destro” con una prognosi di 30 giorni. Gli avrebbe letteralmente rotto la testa colpendolo con un oggetto, forse un bastone, il 15 aprile 2016. «Il processo si apre con il mio assistito come imputato», precisa subito il legale dell’uomo, Paolo Sisti, «ma anche M.M. ha querelato il padrone di casa, e il procedimento è ancora in fase di indagini». Querele reciproche, dunque, ma ad iniziare ieri è stato il processo contro l’inquilino romeno con il proprietario di casa costituitosi parte civile con la richiesta di risarcimento danni di 5.000 euro. Secondo quanto emerso dalla denuncia presentata ai carabinieri da S.F. e che si dovrà ricostruire in aula, l’uomo aveva un regolare contratto d'affitto con una donna moldava che viveva con M.M., però, alla scadenza del contratto, a settembre 2015, non solo questa gli doveva alcune mensilità, ma non poteva nemmeno lasciare casa. «Mi chiese tempo per evitare lo sfratto e gliel’ho concesso», sostiene nella denuncia S.F., «ma ho sbagliato tant’è che il 15 aprile 2016, stanco di aspettare ancora l’affitto, sono andato a casa per parlarle. Non ne ho avuto il tempo perché sono stato aggredito nel cortile condominiale da M.M. poi fuggito».
Diversa la posizione dell’ex inquilino che nella sua denuncia sostiene che era in casa, ha sentito aprire la porta e si è ritrovato S.F. davanti che avrebbe dato di matto. Avrebbe staccato i fili della corrente, fatto danni e lo avrebbe aggredito. La lite sarebbe poi finita nel cortile. Anche M.M. ha riportato lesioni “un trauma toracico chiuso da riferite percosse” con una prognosi di 15 giorni.
Un processo complesso, dunque, che apre uno spaccato sulla realtà del mercato immobiliare degli affitti.
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