«Cercano un alibi per svendere Sangritana»

1 Settembre 2024

Verna (Azione) e Marongiu (Pd) contro Tua e Regione sulla gestione della storica azienda di Lanciano

LANCIANO. «Tua e Regione cercano un alibi per svendere la Sangritana»: l’opposizione lancianese tuona contro i vertici della società regionale di trasporto che, nella conferenza stampa di mercoledì scorso, hanno annunciato il ricorso alla cassa integrazione per i 92 dipendenti dell’azienda come effetto della crisi Stellantis. «I vertici di Tua hanno deciso di commissariare Sangritana», dichiara il consigliere comunale Leo Marongiu (Pd), «privandola di ogni autonoma potestà decisoria per realizzare la cessione crescente delle quote del capitale sociale. La comunicazione del nuovo amministratore unico, il dg di Tua Max Di Pasquale, chiude il cerchio che si è aperto un anno fa con i primi bandi di vendita della società e poi con la mancata conferma del presidente Alberto Amoroso, che segnalava comunque l’autonomia gestionale e rappresentava l’identità lancianese e territoriale della storica azienda. In pochi giorni sono riusciti a distruggere la reputazione faticosamente costruita in questi anni dall’azienda, spaventando i partners storici. Regione e Tua utilizzano il cavallo di troia della ricerca di nuovi partners industriali per disfarsi di Sangritana nel medio periodo: l’interesse dei nuovi soci privati è quello di entrare nel trasporto merci di Sangritana, cioè di Stellantis, sfruttando il binario regionale».
Critico anche il consigliere di Azione Giacinto Verna: «Sin dalla sua nascita Sangritana è stata amministrata solo da manager di centrodestra, Pasquale Di Nardo prima e Alberto Amoroso dopo. Per cui, se effettivamente la rappresentazione di Tua fosse vera, il centrodestra ne dovrebbe rendere conto agli abruzzesi. Ma per fortuna non è così», sottolinea Verna, «perché Sangritana nella sua breve nuova storia, legata al trasporto ferroviario delle merci, ha dato prova di capacità manageriali spiccate che hanno portato la società a sottoscrivere contratti rilevanti con aumenti di fatturato a doppia cifra, seppur in un contesto di libero mercato e di condizioni a contorno non facili. Spiace che Tua abbia voluto dare una rappresentazione dell’azienda frentana molto negativa colpendo ancora una volta il territorio lancianese, a cui peraltro si deve la nascita e la sopravvivenza della società unica regionale. Tutto ciò sembra sottendere ad un disegno chiaro: trovare a tutti i costi un alibi per giustificare la vendita di Sangritana e permettere a Tua di fare cassa, nel silenzio imbarazzante dell’amministrazione comunale».
Da verificare e approfondire anche la questione della cassa integrazione che, secondo l’opposizione comunale, riguarderebbe meno di venti dipendenti al giorno. «Altra argomentazione per giustificare le manovre regionali sull’azienda che destano perplessità, contrarietà ed anche qualche interrogativo che non ancora trova risposta», chiude Marongiu.
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