«Cercate il Cristo sommerso perché non è stato rubato»

8 Giugno 2018

Rocca San Giovanni. La comunità di residenti e pescatori non crede al furto «La speranza è che la statua si sia staccata». Controlli dei carabinieri subacquei

ROCCA SAN GIOVANNI. «Bisogna cercare con maggiore accuratezza la statua del Cristo degli Abissi. Poi, nella malaugurata ipotesi che non si dovesse ritrovare, tutta la comunità con la stessa tenacia, determinazione e devozione mostrate 24 anni fa, quando la statua è stata commissionata, si impegnerà per farne realizzare un’altra». È scossa la comunità di Vallevò per la sparizione, dai fondali davanti il porticciolo, della statua del Cristo degli Abissi, riferimento importante per gli abitanti e soprattutto per i pescatori del posto. L’opera in bronzo, realizzata dal compianto artista Vito Pancella nel 1994, domenica non è stata trovata al suo posto da alcuni sub dell’associazione “Orsa Minore” di Lanciano che si erano immersi per le operazioni di pulizia e manutenzione che eseguono a dicembre, giugno e agosto. Sgomenti i sub si sono rivolti subito ai carabinieri di Fossacesia, che fanno capo alla compagnia di Ortona, per denunciare il furto e alla Capitaneria. Ma secondo alcuni non si tratterebbe di furto: quando la statua è stata ricollocata sul basamento il 5 agosto 2017, dopo la manutenzione fatta in superficie, potrebbe non essere stata ancorata bene al basamento in cemento ed essersi staccata. Ipotesi, però, scartata dall’associazione Orsa Minore. «Se si fosse staccata», ha detto il presidente Andrea Monaco, «visto il peso (18 chili, ndc) sarebbe rimasta a terra e si sarebbe insabbiata. Poi sul basamento ho trovato una rete color sabbia messa a coprire il vuoto bianco lasciato dalla statua e i perni erano privi di viti. È un furto che ci lascia sgomenti». Come sgomenta è la comunità di Vallevò legatissima alla statua che, assieme alle associazioni Scoglio del gabbiano, Orsa Minore, Panathlon, Rotary e all’amministrazione comunale, aveva contribuito con tanto sacrificio a comprare. «La notizia del mancato ritrovamento», dicono da Vallevò, «ha indignato tutti, ma nel contempo la tenacia, la determinazione e la devozione per il Cristo degli Abissi ha compattato ancora di più gli abitanti che, pur sperando di ritrovare l’opera, si adopereranno per rimettere, appena possibile, la statua nel posto dove è stata per 24 anni». Continuano, intanto, le indagini dei carabinieri che seguono la pista del furto, ipotizzando che la statua possa essere stata rubata per essere immessa nel mercato nero delle opere d’arte oppure per essere fusa. Il comandante della compagnia di Ortona, il maggiore Roberto Ragucci, intende coinvolgere il Nucleo carabinieri subacquei di Pescara per scandagliare bene il fondale e cercare indizi, anche con attrezzature specifiche, per capire cosa sia accaduto tra dicembre, mese dell’ultima pulizia della statua, e domenica scorsa quando del Cristo dalle braccia spalancate in segno di accoglienza e lo sguardo rivolto verso il cielo non c’era più traccia.
Teresa Di Rocco
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