Cermignani va in pensione «Qui un’azienda modello»

5 Maggio 2020

ATESSA. Dopo 46 anni di lavoro, di cui 42 alle dipendenze di Fca, Giuseppe Cermignani, responsabile della sicurezza Sevel per 25 anni, può dire di aver visto davvero tutto. Ha iniziato a Torino a...

ATESSA. Dopo 46 anni di lavoro, di cui 42 alle dipendenze di Fca, Giuseppe Cermignani, responsabile della sicurezza Sevel per 25 anni, può dire di aver visto davvero tutto. Ha iniziato a Torino a Mirafiori negli anni '80, gli anni di piombo, e ha timbrato il suo ultimo cartellino lo scorso 30 aprile ad Atessa, alla vigilia della fase 2 del piano per l'Italia per l'emergenza coronavirus. «Quando mi hanno chiamato a Torino», racconta, «erano gli anni in cui gambizzavano i capi Fiat all'ingresso».
Cermignani ha una vita intera che gli scorre davanti agli occhi in questi giorni di meritato riposo. E le immagini si affastellano: quando stazionava davanti gli uffici del Lingotto e l'avvocato, l'indimenticabile Gianni Agnelli, lo salutava con piglio deciso «Ragazzo, buongiorno!». Oppure quando ha preparato le visite di Sergio Marchionne in Sevel, stabilimento per cui il compianto amministratore delegato Fca aveva un debole. Ancora, gli anni difficili degli scioperi, la crisi della fine degli anni '90; l'incendio al Ced che ha bloccato Sevel per 48 ore; la festa dei 35 anni della fabbrica del Ducato, con la gestione dell'arrivo di 45mila visitatori. Tra le tante fabbriche Fiat in cui ha lavorato da responsabile per la sicurezza, per Cermignani Sevel è risultata «l'università, il più importante tra gli stabilimenti Fca».
«Sevel», racconta, «non può perdere nemmeno un furgone, non può mai fermarsi, è l'esempio di produttività per eccellenza e lo ha dimostrato anche in questa fase. L'azienda ci ha messo il cuore per cercare di ripartire e anche i dipendenti hanno rispettato le regole. In 42 anni di lavoro non si è mai vista una così massiccia serie di misure di sicurezza. Nelle aree relax», racconta Cermignani, «dove prima si contavano anche 30 persone, adesso si entra in 3. Circa 400 dipendenti sono stati impegnati nella pianificazione e applicazione del protocollo Covid. L'unico rammarico», sospira, «è non aver potuto salutare, né stringere la mano a nessuno, eppure ci tenevo tanto perché il mio lavoro è possibile solo con la stretta collaborazione del territorio. Ringrazio quindi la prefettura tutta, l'Arma dei carabinieri ed in particolare il comandante Florindo Forleo e i comandi di Atessa, Lanciano, Ortona e Vasto, la questura e la digos di Chieti e tutte le forze di polizia, guardia di finanza e vigili del fuoco del territorio. Ringrazio la direzione Fca ed in particolare Alfredo Leggero, Luigi Galante, Filippo Ricciarelli, Roberto Oglietti e Ivano Zuliani». (d.d.l.)
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