Cessione ex Honeywell, accordo in arrivo

Firmato il contratto preliminare, a giorni il cambio di proprietà. Febbo e Fioretti: rivediamoci sul rispetto degli impegni presi
ATESSA. Non c’è ancora una “data zero” per ricostruire un nuovo futuro nella ex Honeywell e avviare un ambizioso progetto sotto le vesti e il marchio del colosso cinese dell’acciaio Baomarc, ma, a fatica, ci si sta arrivando. È stato convocato ieri al ministero dello Sviluppo economico (Mise) il tavolo di crisi dell’ex Honeywell a cui hanno partecipato gli assessori regionali Mauro Febbo (Sviluppo economico) e Piero Fioretti (Lavoro) alla presenza dei rappresentanti del Mise, Alessandra Todde e Giorgio Sorial; della Honeywell, Gabriele Civieco; della Baomarc, Andrea Mazzesi, e dei rappresentanti sindacali dei lavoratori.
La Honeywell ha aggiornato lo stato della situazione, il passaggio di proprietà tuttavia non è stato ancora realizzato a causa di problemi burocratici. Ad oggi il contratto preliminare è stato firmato, manca solo il passaggio di proprietà, che avverrà, come confermato ieri a Roma, entro dicembre. La Boamarc ha ribadito a sua volta il piano industriale presentato al ministero e confermato che entro gennaio partiranno i colloqui per i 330 ex lavoratori Honeywell nella sede della Baomarc di Lanciano. Entro il primo trimestre del 2020 verranno quindi assunti i primi 20 lavoratori per permettere il riavvio delle linee di produzione. Nei successivi 18 mesi, invece, è previsto il riassorbimento di almeno 110 lavoratori ed entro 36 mesi il ricollocamento occupazionale di altri 52 addetti. "
«Le istituzioni e i sindacati hanno lamentato il ritardo con cui si è trattata la vertenza con un accordo che di è protratto di oltre sei mesi», commentano Febbo e Fioretti, «abbiamo quindi chiesto e ottenuto per il prossimo 9 gennaio 2020 una riunione per verificare il rispetto degli impegni assunti. Se da un lato c’è ottimismo per la chiusura positiva di una vertenza lunga e difficile, dall’altro non può essere sottaciuto il grave ritardo della definizione della cessione, annunciata da agosto, che ha generato un grave malessere nei lavoratori coinvolti nella vertenza, dato che per la gran parte di loro sono scaduti gli ammortizzatori sociali, rendendo ancora più drammatica la loro condizione sociale».
E disappunto per i tempi troppo lunghi è stato espresso anche dai sindacati: «Siamo a un anno circa di ritardo, a conferma che le reindustrializzazioni che vanno a buon fine, nonostante i buoni propositi iniziali, sono lunghe e molto difficoltose», commenta Nicola Manzi (Uilm), «il primo pensiero va agli ex dipendenti che tra poco non avranno più la Naspi e in particolare a quanti alla fine di questo progetto non verranno reinseriti nel piano industriale di Baomarc». «Abbiamo chiesto di trovare soluzioni con gli ammortizzatori sociali», rimarca Fim-Cisl, «sia per gli ex Honeywell, sia per i lavoratori che non saranno riassorbiti». (d.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

