«Chi pagherà 25 milioni di danni?»

29 Aprile 2016

Sindacati preoccupati per la richiesta del Ministero segnalano: «Promosso il 90% dei dipendenti»

LANCIANO. I 25,6 milioni chiesti dal ministero dell’Ambiente a Domenico Scutti, presidente della Sasi, e Alfiero Marcotullio, rappresentante della Ecoesse, come risarcimento danni per i 12 depuratori sottodimensionati e mal funzionanti che scaricavano in mare e nei fiumi sostanze inquinanti. La pianta organica varata a gennaio senza consultare i sindacati e in cui il 90% del personale ha avuto nuovi livelli contrattuali e ritoccata ancora, pochi giorni fa, dopo la tegola del maxi risarcimento, con altre promozioni. Una strategia aziendale che prevede l’esternalizzazione della lettura dei contatori. Sono questi i dati che fanno preoccupare i sindacati della situazione della Sasi, la società del servizio idrico integrato che si appresta a presentare il bilancio all’assemblea dei sindaci. A creare allarme è stata, innazitutto, la richiesta di oltre 25 milioni di euro di danni da parte del Ministero.

I sindacati si chiedono se i soldi siano stati chiesti a Scutti oppure se, in quanto presidente della Sasi, a risponderne sarà la società. Che pare non aver risentito del “colpo” visto che il Cda ha provveduto a passare di livello proprio in questi giorni alcuni dipendenti. «Siamo preoccupati per la maxi richiesta di danni», dicono le rsu Maurizio Conicella (Femca -Cisl), Walter Aimola (Filcem -Cigl) e Luca Pellegrini (Ugl), «e per le ricadute che questa potrà avere. Leggiamo di 25 milioni di euro: al momento è solo una richiesta, ma fatta nell’ambito di un processo che primo o poi finirà: e se ci sarà la condanna? Chi pagherà? A preoccupare, poi, è la struttura organizzativa entrata in vigore gennaio. Mancava da tempo ed è giusto averla», precisano i sindacalisti, «è vero che la competenza è aziendale ma è stata decisa unilateralmente, senza nemmeno consultare i sindacati. Ha riguardato 84 dipendenti a tempo indeterminato e il 90% di essi ha avuto cambi di livello, che hanno dei costi: la scelta andava almeno condivisa. Poi pochi giorni fa, la struttura è stata rivista con altri cambi e passaggi di livello: perché?». Pare che alcuni dipendenti siano passati dal 5° all’8° livello, dopo aver avuto altre promozioni. Un fatto che comporta un aumento dei costi, non indifferente, del personale. La pianta organica era stata oggetto anche di un esposto alla Corte dei conti nel 2013. «Altro problema è l’esternalizzazione di servizi strategici come la lettura dei contatori idrici», aggiungono le rsu, «il servizio era esterno ma, appena nata la Sasi, è stato ripreso all’interno perché così conveniva. È stato anche formato il personale e ora?Perché si esternalizza di nuovo? E i dipendenti formati che faranno?». Scelta onerosa poiché il servizio, leggendo la gara d’appalto, costerà alla Sasi circa un milione di euro.

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